Apple: addio alle mappe di Google su iPhone e iPad

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Ancora Apple. Ancora Google. E questa volta c'è aria di divorzio. Sembra infatti che il colosso di Cupertino abbia deciso di rinunciare alle mappe del suo rivale di Mountain View su iPhone e iPad. Ma Apple non è impreparata poiché le sostituirà con un sistema tutto suo.

A diffondere la notizia è stato il Wall Street Journal ed ha, ovviamente, già fatto il giro del web. Tuttavia, ancora non si conosce di preciso in cosa consisterà la nuova tecnologia della mela. Ma per scoprirlo, non ci resta che attendere il WWDC 2012 (Worldwide Developers Conference), il consueto appuntamento per gli sviluppatori Apple che, quest'anno, è in programma dall'11 al 15 giugno a San Francisco.

Quel che per il momento è certo è la versione in 3D per la visualizzazione nelle mappe. Caratteristica, questa, che ha già sollevato numerosi entusiasmi da parte degli affezionati della casa di Cupertino.

L'anteprima, trapelata dalle indiscrezioni di routine, mostra una barra di navigazione argentata. Forse, un anticipo di quello che sarà il restyling di iOS. Un tasto per la localizzazione immediata e un menù per sfogliare la mappa completano l'opera.

Il definitivo abbandono tra i due colossi sarà completato entro l'anno. Il disaccordo tra le due aziende è giunto al momento del rinnovo dell'accordo. Apple sosteneva che Google non rispettasse la privacy degli utenti. Per parte sua, Google riteneva che Apple sfruttasse Google Maps per valorizzare i suoi dispositivi. Ma quella che è stata definita "una battaglia strategica", cela anche interessi prettamente economici. Un servizio autoprodotto, infatti, porta introiti quantitativamente più sostanziosi rispetto al servizio fornito da un concorrente.

Come si legge sul Wall Street Journal, la novità di Cupertino potrebbe integrare diversi servizi della stessa azienda: "Ad esempio una persona potrebbe avere un appuntamento e sapere da iCal che la strada verso il luogo del meeting ha un ingorgo ed essere avvisata di un possibile ritardo".

Ancora Apple. Ancora Google, dicevamo.

Federica Vitale

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