Tim Berners Lee: i 20 anni del web

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Il WWW compie 20 anni. E per festeggiarli a Roma è giunto un ospite d'eccezione, Tim Berners Lee, il padre della rete. Ex fisico del Cern di Givenra, lo studioso, agli inizi degli anni Ottanta inizia a pensare ad un metodo di condivisione di documenti tra i colleghi. Realizza così nell'arco del decennio il programma Enquire, che ha fornito lo spunto per il web, come oggi noi la conosciamo.

Ha rivoluzionato nel nostre vite, in tutti i loro aspetti e in ogni parte del mondo, senza differenze razziali, o religiose, valicando i confini geografici e anche quelli mentali, portandoci ovunque, ma lasciandoci fermi davanti ad un pc. Ci ha spinti a comunicare, ci ha fatto ritrovare amici e conoscenti, ci ha permesso in sostanza di socializzare, utlizzando un nuovo strumento di comunicazione, quando ancora guardavamo con ammirazione ai telefoni cellulari.

E oggi ne celebriamo i primi 20 anni. Una vita, se si considera che in un questo lasso di tempo, è cambiato nei linguaggi, nelle tecnologie. Ma un passo se ci concentriamo sul fatto che due decenni fa vivemo senza il web, che adesso è la costante delle nostre vite.

Una finestra sul mondo, ma da cui però, non ci limitiamo ad osservare passivamente. Il web ci rende attivi, partecipativi, nel senso letterale del termine. Tramite il web è stata portata avanti la rivoluzione in Iran, la rete ci ha portato sotto gli occhi la realtà. E la rete ha dato voce anche all'Egitto.

Un fenomeno di portata storica, entrato nelle nostre case dove risiede stabilmente come uno di famiglia. La grande famiglia del web. E non dimentichiamo gli acquisti online, la cultura e la sua diffusione, il turismo che ormai ne ha fatto uno strumento, e la bioetica.

Ed era il caso di festeggiarlo con Tim Berners Lee, il web in Italia. Nel nostro Paese, dove rimane alto il digital divide, come ha fatto notare: "Dobbiamo iniziare a parlare di diritto all'accesso al web e di diritto a non essere spiati. Internet deve restare gratis, aperto e neutrale". E infine occorre dare a tutti la stessa possibilià di accesso alla rete, per avere in futuro, un web equo e democratico, proprio come il suo inventore.

Francesca Mancuso

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