Nasa: si pensa al futuro con un nuovo razzo

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Si torna nello spazio, e con progetti molto ambiziosi. Parola della Nasa che tramite il suo amministratore, l'ormai celebre Charles Bolden, ha annunciato di avere piani molto interessanti per il futuro dell'esplorazione spaziale. Si parla infatti di una nuova missione su Marte.

Come sappiamo, a breve un nuovo rover, Curiosity, partirà verso il pianeta rosso, ma non è di questo che l'Agenzia Spaziale Americana ha parlato. "Stiamo investendo in tecnologie per vivere e lavorare nello spazio e preparando il terreno per visitare asteroidi e Marte" ha spiegato Charles Bolden.

C'è in ballo qualcosa di grosso se il capo della Nasa si è espresso in questi termini: “Il prossimo capitolo della storia spaziale americana è stato scritto oggi”.

Dall'avvento di Obama alla presidenza americana, parte delle risorse destinate alle missioni spaziali sono state tagliate, portando conseguentemente ad una riduzione dei viaggi. Ma non tutto è andato perduto. Dopo la fine della trentennale era Shuttle conclusasi con il ritorno di Atlantis dalla Iss, si lavora ad un nuovo razzo, che assorbirà 10 miliardi di dollari in aggiunta ai 6 miliardi per lo sviluppo della capsula per l'equipaggio e 2 miliardi per la rampa di lancio e quanto serve a terra. Nelle forme simile agli space shuttle, Saturn, il nuovo propulsore, sarà il più potente fin dall'era degli Apollo, che aprirono la strada (americana) ai voli nello spazio.

Gli esperti della Nasa però non ne parlano in termini di "razzo" ma lo definiscono orgogliosamente come “sistema di lancio”. In grado di trasportare nello spazio oltre 130 tonnellate di materiale, contro i 22 mila dello shuttle, il nuovo dispositivo ha progetti ambiziosi, cercando di spingersi oltre le colonne d'Ercole del cielo, "dove nessun uomo è mai giunto prima", come ha detto Bolden. Il primo viaggio infatti potrebbe riguardare un asteroide in avvicinamento alla terra, un 'NEOs'.

Ma ci sarebbe anche la Luna, o ancora Marte, con i suoi satelliti. La data di partenza dovrebbe essere il 2017. Secondo Bolden è la via “per rendere esecutivo il piano di esplorazione elaborato dal presidente Obama e dal Congresso e per far sì che gli Stati Uniti non perdano la “leadership nello spazio”.

Francesca Mancuso

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