Yuri Gagarin: i viaggi nello spazio dalle origini a oggi

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Le celebrazioni per i 50 anni del primo volo umano nello spazio, compiuto dal giovane Yuri Gagarin, hanno aperto molti dibattiti sul futuro dei viaggi nello spazio. All'indomani dell'omaggio di Google con il doodle dedicato all'anniversario, molti sono gli interrogativi rimasti senza risposta.

In soli 50 anni, molto è stato fatto nello studio dell'universo. Numerose sono state le scoperte che la corsa allo spazio ha portato. Dallo sbarco dell'uomo sulla Luna, avvenuto pochi anni dopo il viaggio di Gagarin, ma dall'altra sponda dell'Atlantico, fino alle recenti spedizioni con le sonde ormai stabili su Marte, alla ricerca di una possibile forma di vita.

Tuttavia, il futuro dell'esplorazione dell'universo oggi è del tutto incerto. Dopo i tagli dell'ammistrazione Obama ai piani spaziali della Nasa, che prevedevano entro il 2020 un ritorno dell'uomo sulla Luna, la possibilità di rimettere piede sul nostro satellite è sempre più labile, almeno nell'immediato. Mentre la Nasa festeggia i 30 anni dei suoi space shuttle, all'orizzonte della conoscenza dell'universo c'è solo nebbia.

E se da una parte fanno ben sperare alcune missioni, come quella che ha portato per la prima volta la Sonda Messenger all'interno dell'orbita di Mercurio, dall'altra la totale incertezza sul futuro dei viaggi nello spazio non può che gettarci nello sconforto.

Ciò che è certo è che la Stazione Spaziale Internazionale sarà operativa almeno fino al 2020. Per il resto, la Nasa ha già annunciato i programmi per i prossimi 10 anni. E dopo? Cosa ne sarà dell'esplorazione spaziale?

Francesca Mancuso

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