Citta' del futuro: Venezia si salverà con protozoi e batteri

Chimica macchine

In futuro saranno chimica e biologia a trasformare le nostre città, a renderle sostenibili, e a ridare alla Terra il sapore del naturale. La città del futuro sarà dunque “infarcita” di protozoi e batteri, con compostaggio e strutture architettoniche “naturali”. Venezia, per esempio, potrà proprio essere salvata da loro, grazie a sistemi artificiali-naturali all’interno della laguna che mirano a rafforzare in modo sostenibile le fondamenta della città.

Venezia sta affondando e questo è un triste dato di fatto: la sua bellezza potrebbe essere la sua rovina. Incastonata come un gioiello prezioso tra mare e laguna, la città, che non ha eguali al mondo, ormai è infatti soggetta a fenomeni di acqua alta sempre più frequenti, che rischiano di sommergerla. Ma Future Venice, progetto chimico-biologico, potrebbe salvarla.

Il programma mira a costruire una barriera corallina artificiale naturale sotto la città, per rafforzarne le fondamenta. “L’elemento chiave di questa propostasi legge sul sito ufficiale - è applicare una ‘tecnologia vivente’, ovvero delle protocellule, agenti chimici che si comportano in modo realistico senza avere il pieno status di esseri ‘vivi’”.

Infatti le protocellule, letteralmente “cellule primitive” non hanno un Dna a guidarle, ma possono agire come un tessuto dinamico, e potrebbero essere utilizzate per far crescere una scogliera calcarea artificiale sotto le fondamenta veneziane. Questa tecnologia in particolare si basa su “goccioline intelligenti” di protocellule programmate chimicamente per utilizzare anidride carbonica disciolta e minerali in modo da costruire materiali.

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Tali strutture biologiche possono anche fornire altri benefici, come il miglioramento della qualità delle acque della laguna e l’arricchimento della fauna marina di Venezia grazie alla creazione di nicchie micro-ambientali. Diversi tipi di gocce possono fornire infatti un ricco materiale dinamico che, nel progetto dei suoi ideatori, potrebbe permettere alla città di “non essere più un oggetto passivo nella sua lotta per la sopravvivenza, ma un attivo partecipante ‘vivente’ nel co-costruire il suo futuro insieme agli esseri umani”.

Che siano dunque chimica e biologia i motori delle macchine del futuro?

Roberta De Carolis

Foto: This is alive

Credits: Future Venice

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