Luca Parmitano portera' le lasagne italiane nello spazio

Luca Parmitano

Nello spazio, sulla 'tavola' di Luca Parmitano non mancheranno le lasagne, così come il cibo siciliano, viste le sue origini. L'astronauta, che di recente anche noi abbiamo intervistato, volerà sulla Stazione Spaziale Internazionale il 29 maggio a bordo della navicella Soyuz TMA-09M.

Ieri, a meno di 100 giorni alla sua partenza, Parmitano ha incontrato gli studenti del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma e ha parlato loro della vita nello spazio. A partire dall'alimentazione, che ha un ruolo fondamentale. “Come italiano e come siciliano - racconta - ho avuto il supporto dell’Asi e dell’Esa per creare un menù italiano. L’arte culinaria fa parte della nostra cultura e credo sia importante condividerla”.

Nel corso dell'intervista a noi rilasciata, l'astronauta che sarà anche il sesto italiano a mettere piede nello spazio e il quinto a salire a bordo della Stazione Spaziale, ci ha raccontato alcuni particolari dell'alimentazione spaziale: "La dieta di un astronauta è selezionata da personale specializzato, tra cui dietologi (ovviamente con la collaborazione degli astronauti stessi), che cercano di proporre una dieta bilanciata sia dal punto di vista nutrizionale che calorico. Di fatto, una volta preparato, il cibo spaziale non è così diverso da quello terrestre - le porzioni sono generalmente piccole, perché nulla può essere conservato e si cerca di consumare tutto per evitare rifiuti. Chiaramente i cibi freschi sono quasi, se non del tutto, assenti".

Non è semplice conservare a lungo nella navicella alimenti che in breve tempo andrebbero deteriorandosi. Per questo si cercano soluzioni alternative. Spiega Parmitano: "La dieta è abbastanza varia e vi si può trovare di tutto: pasta, riso, pollo, manzo, maiale, tonno, minestre di vario tipo, vegetali. Alcuni astronauti possono scegliere di far preparare dei cibi speciali da condividere con l'equipaggio. Nel mio caso, ad esempio, ho scelto alcuni famosi piatti tipicamente italiani e siciliani - opportunamente modificati - per condividere la nostra cultura culinaria".

Anche se odori e sapori nello spazio non possono essere uguali a quelli presenti sulla Terra, il vitto spaziale ha comunque dei 'vantaggi' ecologici. Essendo sottovuoto, disidratato e precotto, necessita di un imballaggio è minimo, e come spiega l'astronauta "non è concepito per attirare il consumatore".

Poca importanza alla forma, e molta alla sostanza.

Francesca Mancuso

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Image Credits: Esa

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