Supervulcano sulla Luna: mappata eruzione di 3,5 mld di anni fa

vulcani luna

Sulla Luna 3,5 miliardi di anni fa si verificò una enorme eruzione vulcanica, che si espanse su un'area delle dimensioni della Scozia. A rivelarlo un nuovo studio condotto dalla Durham University basato sul complesso vulcanico Compton-Belkovich, sul lato nascosto della luna.

Una vera e propria bomba a orologeria, esplosa tanto tempo fa con una violenza al di sopra di quella stimata. A lavorare su questo campo è stato un team di astronomi e geologi dell'Institute for Computational Cosmology e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Durham, che ha esaminato quella zona della superficie lunare.

Mappando un elemento radioattivo, il torio riversato durante l'eruzione gli scienziati hanno scoperto che, con l'aiuto della bassa gravità lunare, i detriti dal vulcano avevano coperto all'epoca un'area vasta circa 70mila kmq.

Per rendere meglio l'idea, l'eruzione avvenuta 3,5 miliardi anni fa ha generato un flusso piroclastico di roccia fusa e gas caldi cinque volte superiore rispetto a quello che seppellì la città romana di Pompei.

Per la ricerca, gli scienziati hanno utilizzato i dati dal Lunar Prospector della Nasa che per primo individuò il sito vulcanico nel 1999, dopo aver rilevato un deposito isolato di torio sul lato oscuro della Luna, tra i crateri da impatto Compton e Belkovich.

Fin dalla sua scoperta, il deposito è stato difficile da studiare perché nascosto sotto i detriti degli impatti di meteoriti, ma il Lunar Prospector è riuscito a rilevare i raggi gamma emessi dal torio. Sulla base di queste informazioni, il team ha usato una tecnica originariamente progettata per scrutare l'universo distante.

“I vulcani erano comuni nei primi anni di vita della Luna e di fatto i 'mari 'scuri che si possono osservare sulla superficie lunare sono stati creati dalle colate, ricche di ferro, e dalla lava che ha inondato vaste areeha detto Jack Wilson, della Durham University. “L'eruzione esplosiva di tale lava è sconosciuta altrove sulla Luna, rendendo questo vulcano unico. Mappando il contenuto radioattivo della lava del vulcano siamo stati in grado di dimostrare che roccia fusa e radioattiva è stata gettata al di là delle pendici del vulcano, spostandosi di diverse centinaia di miglia in una sola direzione.

Il prossimo obiettivo della squadra di ricerca è quello di applicare la stessa tecnica di mappatura per al più grande vulcano conosciuto del sistema solare, il Monte Olimpo, su Marte. In questo caso, invece del torio radioattivo, i ricercatori dovranno cercare idrogeno e gli eventuali resti di ghiaccio d'acqua risalente ai ghiacciai sulle alte pendici del Pianeta Rosso.

Francesca Mancuso

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