Supertempesta solare: e' solo questione di tempo

tempesta solare

Una supertempesta solare ci travolgerà. Sarà catastrofica e dagli effetti drammatici. Non stiamo parlando della trama di un film, ma di quanto hanno affermato questo mese gli astrofisici dell'Università di Bristol, guidati Ashley Dale.

Il rischio è così grande da meritare una task force internazionale, denominata SolarMAX, istituita per riconoscere i rischi delle tempeste solari e come i relativi impatti potrebbero essere ridotti al minimo. Dale spiega come sia solo una questione di tempo prima che un evento del genere e particolarmente violento possa riversarsi sulla Terra. Una violenza devastante, tanto da mandare in tilt i nostri sistemi di comunicazione e i generatori di energia elettrica, paralizzando servizi fondamentali come i trasporti e istituti ospedalieri. "Senza avere energia, la gente si troverebbe a faticare per fare il carburante alle automobili nelle stazioni di servizio, prelevare soldi dai bancomat o effettuare pagamenti online. L'acqua e i sistemi fognari sarebbero colpiti, il che significa che le epidemie si propagherebbero a vista d'occhio, con malattie che avevamo pensato di aver debellato secoli fa”, spiega Ashley Dale.

Le tempeste geomagnetiche sono causate da violente eruzioni sulla superficie del Sole e sono accompagnate da espulsioni di massa coronale (CME). Queste ultime sono gli eventi più energetici del nostro sistema solare e comportano sostanziali fuoriuscite di bolle di plasma dalla superficie del Sole fino ad estendersi nello spazio. Le CME sono generalmente precedute da un flare solare, ovvero da un enorme rilascio di energia solare sottoforma di raggi gamma, raggi X, protoni ed elettroni. Un super-tempesta solare si verifica quando una CME di notevoli dimensioni si lacera, minacciando la Terra. Un tale evento potrebbe produrre massicce ondate di correnti elettriche nel terreno e nelle linee di trasmissione aeree, causando diffusi blackout.

La più imponente super-tempesta solare mai registrata è avvenuta nel 1859 ed è nota come l'evento Carrington, dal nome del'astronomo inglese Richard Carrington che aveva individuato l'eruzione solare che la produsse. La CME rilasciata sviluppò circa 1.022 kJ di energia, l'equivalente di 10 miliardi di bombe di Hiroshima che esplodono in contemporanea, e scagliò circa un trilione di chilogrammi di particelle cariche verso la Terra a una velocità fino a 3 mila km/s.

Dale, inoltre, precisa che tali eventi sono nevitabili. Gli scienziati della Nasa prevedono che la probabilità di un evento del genere si attesti attorno al 12 per cento nel prossimo decennio. Come limitare i danni, dunque? Un gruppo internazionale di scienziati sostiene che una possibile soluzione possa essere raggiunta mediante l'invio di una serie di 16 satelliti in orbita intorno al Sole. Questa rete potrebbe dare un preavviso del luogo, del momento e della magnitudo delle tempeste solari che staranno per verificarsi, fino ad una settimana prima del fenomeno, dando tempo sufficiente sulla Terra di disattivare le linee elettriche vulnerabili, di orientare nuovamente i satelliti e far atterrare gli aerei in volo.

Secondo Mauro Messerotti dell'INAF di Trieste, “non ci sono elementi per dire se la tempesta arriverà a breve o fra 100 anni. Sappiamo che si verificherà, l'importante è essere preparati ad affrontare questi eventi estremi”. Intervistato da NextMe, lo stesso ricercatore ci aveva spiegato come si svolge un ciclo solare, cosa sono le tempeste geomagnetiche e quali i relativi rischi, oltre agli strumenti a nostra disposizione per prevederle.

photobomb

A tenerci con il fiato sospeso anche un transito lunare ripreso dal Solar Dynamics Observatory dell'agenzia spaziale americana. Il fenomeno, noto come photobomb, si verifica quando la Luna passa tra la SDO ed il Sole. Tale transito si è verificato sabato 26 luglio, e si presenta nelle immagini come un'eclissi solare parziale che può essere vista solo dal punto di vista della SDO. La Luna appare nitida nell'immagine perché priva di atmosfera che comporti distorsioni della luce. Questo tipo di fenomeni avviene due volte l'anno.

Federica Vitale

Leggi anche:

- Tempesta solare: nel 2012 avrebbe potuto distruggere la Terra

- Eruzione solare: domani in arrivo una tempesta geomagnetica

- Attività solare in aumento e rifiuti spaziali: i rischi per la Terra. Intervista a Mauro Messerotti dell'Inaf

Cerca