Marte: ecco da dove vengono le meteoriti finite sulle Terra

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Un enorme meteorite, schiantatosi su Marte 5 milioni di anni fa, ha fatto sì che numerosi detriti arrivassero fino alla Terra. Rocce ancora oggi studiate dagli scienziati per saperne di più sul Pianeta Rosso.

È quanto emerge da un nuovo studio condotto da Stephanie Werner, scienziata dell'Università di Oslo in Norvegia. L'incidente cosmico secondo la nuova scoperta, avrebbe creato il cosiddetto Cratere Mojave su Marte, dal diametro di circa 54 km. Da quell'evento proverrebbero tutte le meteoriti di roccia ignea trovate sulla Terra.

Abbiamo cercato di trovare buoni argomenti per convincere noi stessi che il Mojave Crater era di cinque milioni di anni più giovane. Non ci aspettavamo che un cratere di queste dimensioni si fosse formato così recentemente”, ha rivelato a Space Stephanie Werner.

La squadra di Werner ha prima utilizzato una tecnica chiamata “crater counting”, che stima l'età di una regione in base alle dimensioni dei suoi crateri. Più questi ultimi sono grandi, più la zona è antica. In questo modo, il team è riuscito a calcolare che il cratere Mojave ha 5 milioni di anni, la metà rispetto al calcolo precedente. Il materiale saltato via da tale cratere inoltre ha avuto meno attacchi di meteoriti rispetto al fondo del canale circostante.

Gli studi dei minerali del Mojave Crater effettuati utilizzando il Mars Reconnaissance Orbiter della NASA e il Mars Express orbiter dell'Agenzia Spaziale Europea hanno rivelato la coincidenza delle meteoriti finite sulla Terra.

Marte meteorite

Secondo il nuovo studio, gli scienziati hanno sottovalutato l'età di cristallizzazione delle rocce perché esse si erano formate a seguito di eventi di fusione. Impatti di meteoriti, attività tettonica ed eruzioni vulcaniche potrebbero aver in un certo senso distrutto la roccia con processi termici o geochimici. Per questo, quando essa si riforma sembra molto più giovane di quanto non sia in realtà.

E la vita su Marte? Gli scienziati si sono posti anche questo quesito. Secondo Werner sarebbe necessario effettuare altri studi visto che nel cratere ci sono dei solchi che suggeriscono la passata presenza d'acqua: “Sarebbe molto interessante vedere come [l'impatto] si adatterebbe alla considerazione sulle forme di vita arrivate molto presto su Marte”, ha detto Werner , aggiungendo che non è chiaro se l'impatto di una roccia spaziale nella zona ricca di acqua avrebbe potuto distruggere o aumentare le possibilità di vita su Marte.

Più in generale, Werner e i colleghi stanno cercando di migliorare le tecniche di datazione su Marte confrontando i dati mineralogici raccolti dall'orbita e le misurazioni effettuate da vicino da Curiosity e Opportunity.

Lo studio è stato pubblicato su Science.

Francesca Mancuso

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