Il lato oscuro della Luna ha meno segreti

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Spesso ci si riferisce a qualcosa di cui ignoriamo le caratteristiche o le origini come al lato oscuro della Luna. “A 40 anni dalle missioni Apollo, la Luna continua a sorprenderci. È la prima volta che sulla Luna si osserva un magma dalla composizione così evoluta, grazie anche alle recenti missioni, asserisce Noah Petro del Goddard Space Flight Center della Nasa.

L’affermazione di Petro si riferisce alla scoperta scientifica fatta da un gruppo di ricerca del Prof. Bradley Jolliff della Washington University di St. Louis. Attraverso alcune foto ad altissima risoluzione della sonda orbitante intorno alla Luna, si è scoperto un antico vulcano.

La scoperta ruota attorno ad un dato acquisito ormai da qualche tempo, ossia quello dell’esistenza di vulcani sulla superficie lunare. La Luna è un corpo celeste relativamente piccolo. Rispetto alla Terra, si pensa si sia raffreddata molto più in fretta. Le ultime eruzioni si sostiene siano avvenute 1,2 miliardi di anni fa, con la fuoriuscita di una lava di basalto. I resti di queste eruzioni si trovano distribuite proprio nella parte della Luna che noi non possiamo vedere. Al contrario, sono misteriosamente assenti nel resto della superficie a noi visibile.

La localizzazione del cratere vulcanico e i suoi pendii molto ripidi sono stati rilevati grazie alla sonda americana Lunar Reconnaissance Orbiter. Mentre, mediante l’utilizzo di un radiometro termico si è constatato come la lava sia costituita da composti di silicio, con materiali simili al granito e alla riolite.

L’attività di questo vulcano sembra sia terminata 800 milioni di anni fa. Le rocce che formano queste strutture indicano che sul nostro satellite vi è stato un vulcanismo complesso. I ricercatori hanno esaminato la composizione delle strutture a forma di cupole. La regione che ospita queste costruzioni si trova sul lato lunare noto come Compton-Belkovich. Inoltre, questa regione presenta un numero relativamente basso di crateri formati in seguito all’impatto di asteroidi.

Tutto ciò è molto insolito: di conformazioni con rocce ricche di silicio, sulla Luna, ne conosciamo appena un’altra dozzina, spiega Jolliff. Ma aggiunge: “Senza avere quelle rocce tra le mani, è impossibile dare alla regione vulcanica appena individuata una datazione precisa. Ma i pochi crateri da impatto presenti fanno ipotizzare che la superficie sia molto recente.” Sarà la missione GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory), in programma per la fine di quest’anno, a essere in grado di fornire nuove importanti informazioni.

Federica Vitale

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