Gli esopianeti e le teorie sui "movimenti contrari"

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Una nuova ricerca ha confermato la presenza di alcuni esopianeti orbitanti al contrario. I risultati di tale studio sono stati esposti da Andrew Collier Cameron dell'Università di St. Andrews, in Scozia, durante una presentazione tenutasi il 13 aprile scorso alla Royal Astronomical Society's National Astronomy Meeting.

La teoria originale riteneva che i pianeti formassero una sorta di disco di gas e polveri e che questa circondasse le stelle di nuova generazione. Proprio per il fatto che la stella e il disco fanno parte della stessa nube di materiali, la teoria vuole che entrambi ruotino nella stessa direzione. La teoria cosiddetta della "migrazione a disco" ritiene che alcuni pianeti si avvicinino molto alle loro stelle grazie a un movimento che gli permette di orbitare in linea con la rotazione delle stelle.

La scoperta che capovolge tale teoria ha visto la luce la scorsa estate.

Oggi sembra possibile teorizzare che questi pianeti orbitino nell'opposta direzione delle proprie stelle. I pianeti in questione appartengono alla classe di pianeti extrasolari denominati "Giove bollenti", ossia grandi pianeti che orbitano appunto molto vicino alle proprie stelle.

Cameron e i suoi colleghi sostengono che un unico meccanismo sia l'arteficie di questo moto orbitante. Se queste orbite fossero più comuni, si potrebbe decretare la fine certa della teoria della migrazione, come afferma il cooperatore dell'osservatorio di Ginevra, Didier Queloz.

La spiegazione più accreditata sembra essere quella che va sotto il nome "meccanismo di Kozai". Secondo tale teoria, un secondo e grande corpo celeste, simile a un pianeta o ad una stella, perturberebbe la gravitazione dell'orbita planetaria. L'orbita letteralmente cambierebbe la sua pozione di ben 90°, producendo così il movimento contrario del pianeta.

Inoltre, quanto più il pianeta si avvicina alla stella, tanto maggiore diviene la sua orbita circolare. Quando l'orbita raggiunge la distanza minore dalla stella, la pendenza cessa di alterarsi.

Le opinioni su tali teorie non sempre raggiungono il massimo accordo. Si sta ancora studiando e c'è molto da osservare e da scoprire.

Federica Vitale

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