Apophis non colpira' la Terra nel 2036: la conferma della Nasa

apophis 2036

Apophis non colpirà la Terra, né nel 2029 né nel 2036. Chi già temeva scenari apocalittici dovrà rinviare a data da destinarsi la fine del mondo. Dopo le rassicurazione dell'Agenzia spaziale europea, anche la Nasa ha osservato con attenzione il passaggio ravvicinato dell'asteroide avvenuto lo scorso 9 gennaio, escludendo di fatto che ques'ultimo possa danneggiare il nostro pianeta nel 2036.

Scoperto nel 2004, l'asteroide che ha la dimensione di tre campi di calcio e mezzo, ha attirato su di sé l'attenzione di scienziati spaziali e dei media quando i calcoli iniziali rivelarono che la sua orbita aveva il 2,7 per cento di possibilità di scontrarsi con quella della Terra, nel corso del passaggio ravvicinato della roccia spaziale dalle nostre parti nel 2029. Ipotesi smentita qualche anno dopo, e ulteriormente appoggiata dagli ultimi dati dell'Esa, che lo scorso 9 gennaio ha puntato i propri strumenti sull'asteroide.

I dati rilevati durante la ricerca di vecchie immagini astronomiche hanno così fornito alla Nasa le informazioni supplementari necessarie per escludere l'impatto nel 2029, ma una possibilità remota di un “incidente di percorso” nel 2036 è rimasto in dubbio, fino a ieri.

"Con i nuovi dati forniti degli osservatori ottici del Magdalena Ridge del New Mexico Institute of Mining and Technology e dal Pan-Starrs della University Of Hawaii, insieme ai dati molto recenti forniti dal Radar Goldstone sul sistema solare, abbiamo effettivamente escluso la possibilità di un impatto con la Terra da parte di Apophis nel 2036”, ha detto Don Yeomans, direttore del Nasa Near-Earth Object Program Office al JPL. “Le probabilità di impatto così come sono ora sono meno di uno su un milione, e ciò basta ad escludere effettivamente un impatto con la Terra nel 2036”.

Nell'aprile del 2029, il volo ravvicinato dell'asteroide sarà da record. Quello di Apophis, il 13 aprile, diventerà il passaggio ravvicinato più prossimo alla Terra effettuato da un asteroide di queste dimensioni. La roccia spaziale infatti passerà a soli 31.300 km dalla superficie terrestre, ben al di sotto dei satelliti in orbita.

Neanche allora accadrà nulla, così come non succederà niente di strano il 15 febbraio prossimo, quando un altro asteroide “curioso” 2012 DA14, ci sfiorerà, si fa per dire, passando a soli 27.700 km dalla Terra. Quest'ultimo però è molto più piccolo rispetto ad Apophis.

Non c'è tempo per la noia, dicono dalla Nasa.

Francesca Mancuso

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