Eruzione solare: nuova spettacolare tempesta

sole tempeste

Il Sole è in fermento. Lo scorso weekend, sulla sua superficie si è verificata una forte espulsione di plasma, segnalata dal Solar Dynamics Observatory della Nasa che ha catturato in questa immagine l'evento.

Un bagliore di classe M5.7, avvenuto il 4 maggio scorso in serata, attorno alle 6 ora italiana. L'immagine mostra la luce nella lunghezza d'onda 131-angstrom, una lunghezza d'onda che può mostrare materiale a temperature molto calde.

Questa classe di bagliori è una delle più deboli, ma può causare alcuni effetti atmosferici nello spazio attorno alla Terra. In quell'occasione, una grande quantità di materiale solare è stato scaraventato via dal lato sinistro del sole in quello che è conosciuto come prominence eruption. Per creare questa immagine sono state combinate tre foto scattate dal Solar Dynamics Observatory in tre lunghezze d'onda diverse (131 -, 171 - e 304-angstrom).

L'aumento del numero di riacutizzazioni non è una sorpresa ma è atteso da tempo visto che il Sole si sta avvicinando sempre di più alla sua fase di massimo solare, prevista per la fine del 2013.

Pericoli per la Terra? Non è escluso che l'aumento dell'attività della nostra stella possa influenzare la Terra, anche se l'atmosfera è in grado di proteggerci dalle radiazioni solari. Tuttavia, un'eruzione violenta potrebbe disturbare l'atmosfera nel livello in cui viaggiano i segnali GPS e le comunicazioni satellitari. Ciò provocherebbe un'interruzione dei segnali radio fino a quando il flare sarebbe in corso.

Anche per questo mese, è atteso un aumento dell'attività solare. Secondo gli scienziati, probabilmente saranno in aumento le emissione di radiazioni energetiche, che potrebbero generare sulla Terra delle tempeste geomagnetiche con effetti significativi sulle grandi reti elettriche ed informatiche.

Se ne parlerà nei prossimi giorni nel corso della 17esima International Space Conference. Secondo gli esperti, l'allerta resta alta, non solo per il picco ma anche per la fase di declino del ciclo di attività solare, come ha spiegato il prof. Mauro Messerotti, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica: “Non abbiamo ancora modelli definitivi, che ci consentano di fare previsioni precise sull’evoluzione dell’attività solare, e possiamo ricorrere solo all’osservazione immediata, che ci consente un preavviso di 24-48 ore su eventuali tempeste geomagnetiche. Queste tempeste possono anche causare black-out alle reti di distribuzione dell’energia elettrica, al sistema Gps e ai vari sistemi di telecomunicazione".

Secondo Messerotti, inoltre, l'intensificarsi del flusso di particelle solari potrebbe mettere a rischio anche gli equipaggi e i passeggeri dei voli aerei intercontinentali su rotte polari.

L'attività solare, però, può anche regalare degli spettacoli d'eccezione: le aurore boreali e australi. Ecco dove e quando osservarle.

Francesca Mancuso

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