Perchè gli astronauti diventano alti nello spazio?

spina dorsale

Una nuova ricerca sta esaminando le cause che portano gli astronauti a crescere in altezza durante la loro permanenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Gli scienziati che vivono a bordo del laboratorio orbitante, e quindi in condizioni di microgravità, crescono del 3 per cento in più rispetto a quanto non farebbero in condizioni normali. Tuttavia, tornano alla loro altezza normale quando tornano sulla Terra. La Nasa, dunque, ha commissionato un'indagine alla colonna spinale attraverso un'ecografia per capire meglio questo cambiamento.

"Questa è la prima volta che l'ecografia della colonna vertebrale sarà utilizzata per valutare i cambiamenti della colonna vertebrale", spiega Scott A. Dulchavsky, ricercatore principale per lo studio delle problematiche riguardanti la stazione orbitante. "L'ecografia spinale è più difficile da eseguire rispetto a molti degli esami ecografici precedenti effettuati nello spazio".

La difficoltà di ritrarre in immagini la colonna vertebrale è semplicemente data dall'anatomia umana. Utilizzando il macchinario Ultrasound 2 della stazione spaziale, gli astronauti hanno la possibilità di visualizzare il funzionamento interno dei propri corpi grazie ad uno strumento avanzato. "Oggi c'è un nuovo dispositivo a ultrasuoni sulla stazione che permette una più precisa ripresa muscoloscheletrico necessaria per la valutazione della complessa anatomia della spina dorsale", ha detto Dulchavsky. "L'equipaggio sarà in grado di eseguire queste valutazioni complesse per il prossimo anno grazie ad una nuova guida di formazione per effettuare l'ecografia della colonna vertebrale, in combinazione con i perfezionamenti della preparazione del personale e delle procedure di orientamento a distanza".

La ricerca potrebbe contribuire allo sviluppo di esercizi per la salute dell'equipaggio e delle tecniche di riabilitazione, una volta che gli astronauti fanno ritorno sulla Terra. Capire come i cambiamenti alla colonna vertebrale siano la risposta in tempo reale alla vita nello spazio aiuterà gli equipaggi a prepararsi per le future missioni di lunga durata.

Dulchavsky sostiene che un altro beneficio della ricerca potrebbe essere quello di ridurre i costi e fornire una soluzione più sicura anche per i pazienti sulla Terra. "Gli ultrasuoni ci permettono anche di valutare la fisiologia in movimento, come quello dei muscoli, del sangue nei vasi e la funzione in altri sistemi del corpo. I parametri fisiologici derivati dagli ultrasuoni e dal Doppler forniscono dati istantanei sul corpo in maniera non invasiva, senza radiazioni".

Durante l'indagine, sei membri dell'equipaggio saranno i soggetti di prova per queste ecografie spinali. Le sessioni di analisi si svolgeranno in orbita a partire da questo gennaio 2013. Gli astronauti eseguiranno la scansione della zona spinale dei propri membri dell'equipaggio ogni 30, 90 e 150 giorni di missione in orbita. I ricercatori osserveranno, quindi, in tempo reale da terra e attraverso gli streaming video, i risultati di tali scansioni. Saranno immagini ad ultrasuoni che si concentreranno sulle aree cervicali e lombari della colonna vertebrale e dei tessuti circostanti.

I soggetti di prova saranno inoltre sottoposti all'ecografia pre e post-volo e scansioni RM sulla Terra per fornire più dati ai ricercatori. "Questa tecnica nel settore degli ultrasuoni sulla dorsale spinale potrebbe un giorno servire come fonte per i dati clinici in cui la scansione RM non è disponibile, sebbene questo sembri un obiettivo ambizioso", ha detto Dulchavsky. "La stragrande maggioranza della popolazione mondiale non ha accesso a una risonanza magnetica. Gli strumenti di bordo in missione, come la guida interattiva dell'ecografia spinale, possono essere utilizzati anche per addestrare l'equipaggio ad altre procedure complesse, mediche o di altra natura".

I ricercatori sperano che questo studio possa mettere in luce i motivi per cui gli astronauti diventino più alti nello spazio, aggiungendo anche una maggiore conoscenza della colonna vertebrale.

Federica Vitale

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