Sole: la missione Sumi studierà la sua atmosfera

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È in partenza il 5 luglio la nuova missione targata Nasa e denominata SUMI (Solar Ultraviolet Magnetograph Investigation). Si tratterà per il momento di un volo di prova per assicurarsi che gli strumenti di bordo funzionino bene e per apportare eventuali migliorie. Non è la prima volta, infatti, che SUMI effettua il suo volo. Era accaduto già nel 2010, ma un'accelerazione gravitazionale maggiore rispetto al previsto aveva causato alcuni problemi, tra i quali la rottura di uno specchio.

L'obiettivo della missione è quello di studiare i campi magnetici del Sole, più precisamente della cromosfera, una zona bassa dell'atmosfera solare impenetrabile a qualsiasi osservazione. Ed è lì che gli astronomi cercano le risposte alle domande su come nascano le esplosioni che stiamo osservando soprattutto in questo periodo e come si generino le eruzioni di particelle note con il nome Espulsioni Coronali di Massa.

Attualmente sono diversi gli strumenti sia terrestri sia presenti nello spazio a misurare questi campi magnetici. Il problema è che ognuno di questi osserva solo alcuni particolari strati dell'atmosfera solare. Per questo è stato ideato SUMI. "Quello che è innovativo di questo strumento è che osserverà lo spettro della luce ultravioletta, mentre gli altri si concentrano sullo spettro visibile ed infrarosso", ha spiegato Jonathan Cirtain, scienziato solare del Marshall Space Flight Center della NASA. "Quelle lunghezze d'onda corrispondo ai livelli più bassi dell'atmosfera solare, ma SUMI si concentrerà su posti più alti nella cromosfera".

Nella zona più alta della cromosfera sul quale si concentreranno le perlustrazioni di SUMI, avviene il transito verso la corona solare ed è una regione dominata dai campi magnetici. Qui il materiale si riscalda fino a raggiungere diversi milioni di gradi celsius. Il forte calore è in grado di generare anche il vento solare. La comprensione della struttura dei campi magnetici aiuterà gli astronomi a capire come la corona riesca ad avere queste alte temperature e come si generano i venti solari.

"Con queste conoscenze riusciremmo a rendere la missione SUMI un successo, e potremmo costruire il nostro strumento spaziale per capire l'origine dei brillamenti solari e le esplosioni di massa coronale, per predire anche meglio il meteo spaziale", continua Cirtain. E SUMI osserverà la luce ultravioletta emessa dai due atomi del Sole, il Magnesio 2 e il Carbonio 4. Infine, gli scienziati saranno in grado di creare una mappa in 3D dei campi magnetici nell'atmosfera solare.

Non resta che attendere, dunque, che SUMI parta domani 5 luglio da White Sands Missile Range, nel New Mexico, a bordo di Black Brant Rocket. Un interessante volo della durata totale di 8 minuti.

Federica Vitale

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