Marte: il mistero di Nili Fossae

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A breve il rover Curiosity atterrerà su Marte dopo quasi 9 mesi di viaggio. Ma c'è un area dove non potrà sbarcare, è quella di Nili Fossae, a lungo considerata una valida alternativa al Cratere Gale, dove invece il rover atterrerà il prossimo 5 agosto, tra poco più di un mese. Ma cos'ha di speciale Nili Fossae?

Si tratta di una regione ricchissima di minerali. L'ha fotografata di recente la missione MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della Nasa. Secondo gli esperti dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, ad ogni colore corrisponde un diverso minerale e l’immagine dimostra così che nella zona è presente una grande varietà geologica. Ma non solo.

Agli occhi degli esperti è apparso chiaro che l'area contiene anche del materiale espulso da un cratere da impatto e il materiale più antico che questo impatto ha esposto. Ciò l'ha resa ancor più interessante. Nili Fossa è in realtà una enorme frattura della superficie marziana larga circa 25 Km. Come si evince dalla foto, la sua formazione è stata provocata dall’impatto dell’enorme meteorite che ha creato l’Isidis Basin a est, uno dei 4 più grandi crateri presenti su Marte.

Proprio questo impatto ha causato anche la deformazione della superficie del pianeta e la formazione della regione, ricca di minerali argillosi. Su di essi si è focalizzata l'attenzione degli scienziati. La loro struttura chimica, secondo l'Inaf, contiene acqua e quindi può preservare tracce di materiale organico cioè contenente carbonio. E non è tutto. Sono presenti anche tracce di materiale vulcanico che ha in parte riempito la frattura formata dall’impatto.

Queste caratteristiche avevano candidato l'area all'atterraggio di Curiosity, il rover a bordo della missione MSL, scelta scartata a causa della conformazione del terreno, che avrebbe reso difficoltoso l'atterraggio.

Solo le immagini scattate dallo spazio potranno fornire informazioni su Nili Fossae, che resterà ancora a lungo avvolta nel mistero.

Francesca Mancuso

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