Materia oscura: forse non esiste

materia oscura_newton

Verrebbe rimesso tutto in discussione. Il motivo per cui la Luna gira attorno alla Terra e del perché quest'ultima, a sua volta, ruoti attorno al Sole. Non solo. La teoria della gravitazione universale verrebbe stravolta e i suoi concetti verrebbero sottoposti a nuove modifiche sperimentali. Sembrerebbe questa la conclusione di una ricerca sugli effetti della forza di gravitazione su alcune galassie lontane.

Lo studio sarà pubblicato a breve su Astrophysical Journal. E si deve ad un gruppo di ricercatori dell'Università della California Santa Cruz affiancata dalle Università di Zurigo e di Napoli Federico II e dall'Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Il gruppo internazionale di ricerca sosterrebbe che la materia oscura, dopotutto, potrebbe non esistere. Anzi, potrebbe essere il prodotto di una comprensione errata del funzionamento della legge gravitazionale di Newton. Inutile dire che tale affermazione, se si rivelasse vera, metterebbe in discussione quanto finora sostenuto.

È Nicola Napolitano, dell'Osservatorio di Napoli, a spiegare sulla rivista Le Scienze alcuni dei risultati a sostegno di tale teoria: "Da un po' di anni stiamo studiando la dinamica delle galassie ellittiche utilizzando, come traccianti delle velocità e della distribuzione dei moti all'interno delle galassie ellittiche, le nebulose planetarie, stelle giunte al termine del loro ciclo evolutivo, per trovare segnali della presenza di materia oscura".

Le galassie in questione sono molto diverse dalla nostra Via Lattea che, al contrario, possiede una forma a spirale. Al fine di determinare il loro moto si è proceduto ad analizzare la radiazione ai raggi X. Sono stati numerosi i satelliti ad essere utilizzati a tale scopo, tra i quali anche l'osservatorio orbitante ROSAT che, come sappiamo, è precipitato sulla Terra solo alcuni mesi fa. Grazie a tali satelliti, gli astronomi sono stati in grado di comprendere come queste galassie abbiano dei punti oscuri. In particolare, come esempio, si è scelto di analizzare M87. Questa galassia possiede una massa quasi duecento volte superiore a quella prodotta da tutte le stelle presenti al suo interno.

Se Newton fu tra i primi a dimostrare che l'attrazione è direttamente proporzionale alla massa, analizzando M87 si è giunti alla conclusione che tali galassie vengono influenzate dall'attrazione della galassia-madre. Grazie a tale presupposto, gli scienziati sono riusciti a desumere quale potesse essere la massa della galassia. I calcoli rilevati in momenti diversi hanno dimostrato che M87, in realtà, possiede una massa non visibile. La materia oscura, appunto. Ed appare in aloni che circondano ogni galassia. "In effetti abbiamo dimostrato in diversi lavori come i moti delle stelle, e in particolare di queste nebulose planetarie, potesse essere giustificato con la presenza di questi aloni di materia oscura".

Teorie che indubbiamente portano a ripensare la gravitazione universale di Newton e a rimescolare quei tasselli che fino ad oggi hanno fatto si che si formassero leggi in grado di spiegare e comprendere l'universo.

Federica Vitale

Cerca