Nasa: nel 2013 violenta eruzione solare senza conseguenze per la Terra

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Questa volta i Maya non c’entrano. Come non sono coinvolti la cometa Elenin o la centrale nucleare di Fukushima nella possibile distruzione del nostro pianeta. Ma soffermiamoci un attimo ad interrogarci su cosa accadrebbe se un’onda solare dovesse colpire la Terra e l’effetto domino estendersi fino alla conseguente distruzione terrestre.

Se ne era già parlato in diversi studi dell’aumento dell’attività solare con la possibile emissione di CME, espulsione di massa coronale. Queste espulsioni causerebbero un blackout della durata anche di alcuni anni. Pensiamo alla potenza di tali tsunami solari. Potrebbero facilmente disabilitare i trasformatori delle centrali elettriche causando una catastrofe nucleare di notevoli dimensioni. Le centrali, infatti, sfruttano la fissione dell’uranio per produrre calore; se dovesse arrestarsi il sistema di raffreddamento potrebbe accadere quello che dal mese di marzo è sotto gli occhi di tutti: la fusione delle barre di combustibile nucleare come nel caso di Fukushima.

La Nasa, proprio di recente, ha reso noto che si attende un picco dell’attività solare per il 2013. Non è una minaccia. Ma occorre non farsi trovare impreparati. Di recente è stata rilevata una delle più estese macchie solari degli ultimi anni. È il Solar Dynamics Observatory dell’agenzia spaziale americana ad aver ripreso la macchia solare, denominata AR 1339.

AR 1339 si estende per circa 40 mila chilometri di larghezza e il doppio in lunghezza. La si può scorgere facilmente anche con un normale telescopio amatoriale. Altre macchie sarebbero addirittura grandi quanto il nostro stesso pianeta.

Le macchie solari sono sinonimo di intensa attività del Sole. E una macchia di tale portata ha tutte le caratteristiche per scatenare una violenta eruzione solare o un brillamento e può essere classificato con M o X in base al grado di violenza. Queste due classi, infatti, potrebbero causare danni alle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Sebbene le ultime eruzioni non sono state dirette verso la Terra, potrebbero esserci reali possibilità che, in futuro, ciò possa verificarsi. Le onde d’urto, infatti, viaggiano ad una velocità di 5 milioni di chilometri all’ora attraverso la cromosfera e la corona del Sole. Grazie ad esse, sul nostro pianeta è possibile assistere ad uno dei fenomeni più suggestivi causate da queste eruzioni: le aurore polari.

Nel mese di novembre si sostiene abbia avuto inizio una tempesta geomagnetica. Alcuni disturbi sono stati avvertiti al Circolo Polare Artico. Tuttavia, sebbene tutti i recenti brillantamenti registrati provengano dalla macchia solare AR 1339, non si temono danni per la salute della popolazione.

Non c’è ragione di stupirsi. Gli addetti ai lavori fanno sapere che la frequenza delle eruzioni solari e la loro intensità aumenterà come ciclicamente avviene ogni 11 anni. Un’occasione in più per recarsi ai poli ed assistere al magico spettacolo della aurore boreali senza per questo temere necessariamente il peggio.

Federica Vitale

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