Stelle cadenti: occhi al cielo, in arrivo le Leonidi

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Non sono famose come le “colleghe” stelle cadenti della Notte di San Lorenzo, ma le Leonidi novembrine non mancano di regalare lo stesso nostalgico e suggestivo spettacolo notturno. Come ogni anno, infatti, lo sciame delle Leonidi sarà caratterizzato dalla grande velocità dei suoi meteoroidi che non tarderà nel farsi attendere.

La cometa periodica 55P/Tempel-Tuttle, all’origine di queste meteore, passò al perielio nel lontano 1998. Nel 2003, purtroppo, si è notato un notevole affievolimento dell’attività di questo sciame meteoritico. Nonostante ciò, sarà interessante affrontare impavidi il freddo e seguire il fenomeno tra le notti del 16, 17 e 18 novembre, dunque da oggi a venerdì. Ma è per sabato 19 che si attende il fenomeno più intenso.

In genere, le Leonidi risultano più nitide nelle ore che precedono l’alba, ossia quando il loro radiante è più alto sui nostri orizzonti. Ma, a guastare un po’ lo spettacolo affascinante delle stelle cadenti, sarà proprio il chiaro di Luna, proprio come accadde con le Perseidi dell’agosto scorso.

Secondo i dati diffusi dall’International Meteor Organization, lo ZHR delle Leonidi, cioè il numero massimo di stelle che un osservatore può vedere in un’ora se in condizioni ideali, potrebbe raggiungere quota 63. Ma gli astronomi prevedono anche che si potrebbero verificare picchi fino a 200 meteoriti l’ora. Purtroppo, alcuni di questi sciami potrebbero non risultare visibili dalla Terra per le loro dimensioni particolarmente piccole.

Le Leonidi devono il nome alla loro provenienza. Esse, infatti, hanno origine nella costellazione del Leone. “I meteoroidi che provengono dalla costellazione del Leone saranno visibili sull'orizzonte orientale, e poiché sia la Luna che Marte si trovano quest'anno in corrispondenza della costellazione del Leone, sono due punti di riferimento ideali per individuare il punto di origine dello sciame", spiega Ben Burress, astronomo allo Chabot SPace and Science Center di Oakland, in California.

Ogni 33 anni, la scia della cometa Tempel-Tuttle si avvicina al Sole e, dallo scioglimento del suo ghiaccio, avrebbero origine le particelle di polvere della sua orbita. Ecco il motivo per cui, quando la Terra attraversa la scia della cometa, tali particelle bruciano una volta a contatto con la nostra atmosfera. E la loro velocità può raggiungere anche i 210 mila chilometri orari. Per questo sono note anche per essere le meteoriti più veloci.

Lo spettacolo delle Leonidi affascinò per la prima volta gli spettatori notturni nel 1883. In quell’occasione, migliaia di stelle cadenti illuminarono il manto blu profondo del cielo notturno. Motivo in più per sperare di essere di nuovo tra i fortunati testimoni di questo sciame fuggente.

Federica Vitale

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