Galassie: con la nuova costante di Hubble misurazioni sempre più precise

Tachimetro_Hubble

Dall’Australia arriva un nuovo metodo per calcolare le distanze tra le galassie. Un gruppo di ricercatori guidato da Florian Beutler - dottorando dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR), presso la University of Western Australia di Perth, ha trovato un nuovo metodo per calcolare la costante di Hubble (il numero che mette in relazione la distanza fra le galassie con velocità alla quale si allontanano l’una dall’altra: più sono lontane, più vanno veloci).

Il metodo, considerando i margini d’errore, porta ad un risultato sovrapponibile a quelli già ipotizzati: 67±3.2 km/s per megaparsec, rispetto ai 70 km/s per megaparsec abbondanti misurati negli ultimi anni dallo Hubble Space Telescope e dal satellite WMAP.

Espandendosi, l’Universo allontana tra loro le galassie sempre di più. Per calcolare la costante di Hubble che rappresenta un valore cruciale per ottenere la dimensione e l’età dell’Universo - si tenta di misurare la velocità con cui le galassie si allontanano da noi e la distanza che ci separa, e quest’ultima è il dato più difficile da determinare con esattezza. Per farlo, generalmente si osserva la luminosità delle singole sorgenti all’interno delle galassie stesse ed in seguito, conoscendo le proprietà di quelle sorgenti, se ne ipotizza la distanza da noi. Questo metodo si basa su presupposti ben consolidati, ma è soggetto ad errori sistematici.

Beutler ha cercato di risolvere il problema con un sistema differente, partendo da un’indagine su 125 mila galassie, la 6dF Galaxy Survey.

Realizzata nell’Australia orientale attraverso lo UK Schmidt Telescope (UKST), il catalogo copre quasi metà del cielo, e ad oggi è il più completo sulle galassie relativamente vicine. Queste ultime non sono distribuite uniformemente nello spazio. Solitamente sono raggruppate in cluster (ammassi): misurando questa disuniformità ed integrando quest’informazione con altre osservazioni sull’Universo primordiale, il gruppo guidato da Beutler ha ottenuto una stima totalmente indipendente della costante di Hubble, con un’incertezza inferiore al 5%.

Fabio Finelli, ricercatore dell’INAF IASF Bologna ed esperto di cosmologia spiega: “Il loro studio offre una stima delle oscillazioni acustiche dei barioni nella 6dF Galaxy Survey. Un risultato indipendente e complementare rispetto alle precedenti analisi di altri cataloghi di galassie. Tali oscillazioni acustiche sono una traccia fossile dell’età dell’Universo, in cui barioni e fotoni erano un plasma unico, e sono visibili anche nello spettro angolare delle anisotropie di fondo a microonde. Il lavoro del gruppo di Beutler mostra come questa nuova stima dalla survey 6dF sia efficace nel vincolare le proprietà dell’energia oscura in combinazione con i dati precedenti e con quelli delle anisotropie di fondo a microonde”.

Un modo di determinare la costante di Hubble diretto e preciso quanto gli altri”, ha specificato Matthew Colless, coautore della ricerca e direttore dell’Australian Astronomical Observatory, “in grado di fornire una verifica indipendente. La nuova misura, accordandosi bene con i risultati precedenti, rappresenta un test molto affidabile del lavoro svolto finora”.

Antonino Neri

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