E se le galassie provenissero dalla materia oscura?

galassia_spirale

Ancora una volta è il Telescopio Spaziale Herschel ad essere protagonista di una nuova interessante scoperta. E questa volta oggetto delle sue ricerche sono le galassie e la modalità con la quale si sviluppano. Pare infatti che queste si formino grazie ad un quantitativo piuttosto elevato di materia oscura che brucia insieme alle stelle.

Oggi si sa con precisione che occorre una quantità pari a 300 miliardi di masse solari per creare una galassia. Finora era dato per certo che i gas primordiali, idrogeno ed elio, combinati con la materia oscura, erano la base per la formazione delle stelle e, successivamente, dell'intera galassia.

Con il suo specchio primario da 3,5 metri di diametro, il telescopio spaziale ha allungato il suo sguardo nel passato dell'universo, fino a circa 10-12 miliardi di anni fa. Dalle rilevazioni, sono emerse migliaia di galassie, lontane nel tempo e nello spazio, giovani e meno giovani, luminose e più scure.

Quel che oggi stiamo osservando, si riferisce a 2 miliardi di anni dal verificarsi del Big Bang, momento in cui nelle galassie andavano formandosi centinaia di stelle. “Herschel ha focalizzato con un dettaglio senza precedenti le sorgenti di quella diffusa radiazione cosmica nel lontano infrarosso e nel sub-millimetrico, individuata alla fine degli anni Novanta sulla base di dati del satellite COBE (COsmic Background Explorer) della Nasa”, spiega Alberto Franceschini, professore al Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova. “Ma quello che a COBE appariva come una radiazione diffusa, a Herschel, grazie a un telescopio con diametro 20 volte superiore, si è rivelata una mappa nitida e profonda, punteggiata da una miriade di sorgenti, ciascuno dei quali rappresenta una galassia in piena formazione stellare”. Immagini così sofisticate sono il risultato della sensibilità dello strumento SPIRE (Spectral and Photometric Imaging Receiver), la fotocamera montata su Herschel e di realizzazione italiana.

Le immagini mostrano le galassie addensate in gruppi; una novità in campo scientifico. La quantità di galassie così raggruppate dipendono dal quantitativo di materia oscura. Dopo una serie di analisi e di calcoli, gli astronomi sono stati in grado di determinare esattamente la quantità di materia oscura necessaria per la formazione di una singola galassia. Il risultato però contrasta con quanto finora si sosteneva, ossia che galassie così massicce e luminose si forassero formate tramite concentrazioni di materia oscura 10 volte più massive.

"Questa misurazione è importante perché stiamo per comprendere quale sia l'ingrediente base nella formazione delle galassie", spiega Alexandre Amblard autore dell'articolo su Nature. "In questo caso, l'ingrediente, la materia oscura, si rivela essere una sostanza esotica della quale ancora molto dobbiamo sapere". Si aprono, dunque, nuovi importanti confini dal punto di vista astronomico. Con il sapore della sfida.

Federica Vitale

Cerca