Hartley 2: la “cometa superattiva” che ruota attorno a due assi

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L’hanno definitiva “cometa superattiva” e mai aggettivo è stato quanto più calzante. Hartley 2 si presenta come una piccola cometa tanto vivace come mai prima se ne erano viste. È stata scoperta lo scorso novembre dalla sonda della Nasa Deep Impact e, da allora, l’Università del Maryland coordinata da Michael A’Hearn ne ha fatto il suo oggetto di studio.

I dati esaminati sulla cometa, come si legge sul sito dell'Inaf, sono il risultato della missione Epoxi, condotti dalla sonda Deep Impact incline agli avvicinamenti con le comete. Ricordiamo quello del 2005 con Tempel 1, per esempio.

La piccola Hartley 2 possiede un nucleo vitale che libera getti di vapore e frammenti di ghiaccio in continuazione. Pur essendo le dimensioni molto piccole. I dati, infatti, indicano che tanto è piccola quanto più la cometa si mostra per la sua dinamicità. Pare che emetta una quantità d’acqua per unità di superficie decisamente maggiore rispetto alle comete finora analizzate.

Ma non è tutto. È anche la prima cometa a rilasciare anidride carbonica e altri gas anche quando la superficie sarebbe ghiacciata. È prassi definire le comete come corpi ghiacciati. Ma Hartley 2 ospiterebbe sulla sua superficie più tipi di ghiaccio. Se ne sono occupati alcuni ricercatori del Goddard Space Flight Center, guidati da Michael Mumma. Questo team ha stabilito che il ghiaccio presente sulla cometa è effettivamente il prodotto dell’acqua, ma sarebbero presenti anche altre molecole. Le immagini rilevate mostrano come siano frequenti i getti di anidride carbonica e di ghiaccio. Questi sono prodotti dalla radiazione solare che trasforma in gas l’anidride carbonica presente in superficie. Mumma sostiene inoltre che ci possa essere anche un altro di tipo di ghiaccio, ossia quello di etano. L’etano gassoso verrebbe rilasciato in una zona precisa del nucleo.

È questa serie di caratteristiche che le hanno avvalso l’appellativo di “esuberante”. Gabriele Cremonese, dell’Inaf – Osservatorio di Padova, spiega: “La definizione di iperattività in questo caso implica una percentuale superiore al 10 per cento della superficie da cui fuoriesce gas e polvere, quindi quello che noi osserviamo è una quantità di vapore e gas superiore a quella che ci aspettiamo da una cometa relativamente piccola”.

Stando alle immagini ottenute grazie alla sonda Deep Impact, la parte centrale di questa cometa, dal diametro di circa 1 Km, è interamente ricoperta dal materiale eiettato dai getti di anidride carbonica. Questo perché una parte dei materiali espulsi verrebbe catturato nuovamente dal movimento del corpo stesso. “Può essere un fatto relativamente raro”, sostiene Cremonese sulla base delle ridotte dimensioni della cometa stessa.

Ma le sue particolarità non smettono di stupire. L’ultima bizzarria riguarda la sua rotazione. Infatti, oltre a girare intorno al proprio asse, Hartley oscillerebbe intorno ad un altro. Ed è di nuovo Cremonese a spiegarne i motivi: “Il fatto che l’asse di rotazione oscilli intorno a un altro asse, potrebbe essere dovuto a un urto con un altro corpo in tempi recenti”. Altrimenti, ciò potrebbe essere dovuto alla composizione interna del corpo.

Decisamente un caso da studiare, questa piccola e vivace cometa. Un punto di riferimento per il confronto e lo studio sulle altre comete finora note.

Federica Vitale

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