Titano: niente tempeste e fulmini

fulmini_titano

Era notizia di qualche mese che su Saturno erano stati individuati alcuni fulmini. Si scopre oggi che su Titano, il più grande satellite che lo orbita, non sia possibile che si verifichi lo stesso fenomeno. La notizia è stata diffusa da due scienziati, Georg Fischer, dell’austriaco Space Research Institute di Graz, e Donald Gurnett, della University of Iowa.

I due astronomi hanno a lungo analizzato tutti i segnali radio provenienti dalla sonda Cassini. Il risultato è stata la completa assenza di qualsiasi tipo di scintilla atmosferica. Inoltre, l’assenza di tali scintille pregiudicherebbe di conseguenza la presenza di vita.

Lo studio deriva dall’ipotesi non troppo illusoria che su Titano potessero verificarsi gli stessi fenomeni atmosferici che, al contrario, si producono su Saturno. Infatti, pare che sul pianeta le reazioni chimiche organiche prodotte dalle scintille atmosferiche possano essere in grado di generare la vita. Tuttavia, su Titano, sembra non esserci alcuna traccia né di fulmini né di scariche elettriche.

Il mondo astronomico non sembra però arrendersi all’evidenza. E pubblica la sintesi della ricerca sulla rivista Geophysical Research Letters,essendo l’evidenza la completa assenza di questo fenomeno sul satellite. Ad ogni modo, la conclusione sconfortante della ricerca è una vecchia conoscenza della scienza; già nel 2007, infatti, si erano analizzati ben 35 passaggi di Cassini attorno a Titano ed ogni fly-by, così in gergo, avevano dato esito negativo.

Occorre grande cura nell’interpretazione dei segnali esplosivi, a causa delle interferenze della sonda, delle emissioni radio solari, fluttuazioni di background che possono qualche volta mimare lo scoppio di un fulmine”. Sono gli stessi autori della ricerca a spiegare nell’articolo e continuano: “Durante tanti fly-by di Titano, abbiamo registrato forti emissioni radio di fulmini, provenienti però da Saturno, si possono distinguere facilmente da potenziali fulmini su Titano perché l’intensità non precipita con l’aumentare della distanza da Titano”.

Lo studio che impegna gli astronomi nella ricerca di fulmini su Titano non termina qui. Anzi, la collaborazione tra scienziati ed astronomi italiani è resa più intensa da quella dell’Esa, della Nasa e dell’Asi. Iniziata nel 1997, la ricerca è stata prolungata fino al 2017.

Federica Vitale

Cerca