La Cina alla conquista della Luna

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Un robot sulla Luna entro i prossimi due anni, campioni del satellite sul nostro pianeta entro il 2017 e, chissà, forse un uomo sul suo suolo entro il 2025: questi in sintesi i progetti spaziali della Cina, che punta alla Luna, rivelati alla IEEE International Conference on Robotics and Automation (ICRA), tenutasi a Shanghai (Cina) la scorsa settimana.

Il nascente programma spaziale del gigante stato asiatico sta andando secondo i piani, quindi possiamo attenderci che i progetti futuri rispetteranno le date previste. Infatti lo scorso ottobre è stato lanciato, come da programma, un secondo satellite artificiale, il Chang’e-2 probe, registrando dei miglioramenti rispetto al Chang’e-1, visto il motore più potente che ha permesso il raggiungimento del suolo lunare ad una velocità superiore.

Entro il 2013 è progettato quindi il lancio di Chang’e-3, che dovrebbe allunare sul Sirius Iridium, a nord ovest del più grande mare lunare, il Mare Imbrium, di origine vulcanica. Il robot che partirà con questa prossima missione è in grado di “scegliere i propri percorsi, evitare gli ostacoli, e condurre esperimenti scientifici con un equipaggiamento di sensori, tra i quali una macchina fotografica, alcuni spettrofotometri a raggi x e infrarossi, e un potente radar che penetra il suolo”, come si legge sul report della conferenza.

La parte difficile del progetto consiste nell’ottenere un robot in grado di resistere alla notte lunare, che dura metà mese, cosa che rende impossibile l’utilizzo dell’energia solare. Per sopravvivere dunque, la strumentazione sarà dotata di una batteria nucleare supplementare, alimentata con Plutonio 238, già utilizzato come fonte energetica nel volo lunare dell'Apollo 14 del 1971 per alimentare apparecchi sismici ed altro equipaggiamento lasciato sulla luna, e che fu anche la fonte energetica delle due navicelle Voyager, lanciate nel 1977.

Dopo la missione, la Cina manderà una sonda temporanea sulla Luna e preleverà una parte del suolo. Gli esperti affermano che probabilmente sarà molto più facile farlo sul nostro satellite che su un asteroide. E infine, dopo il 2017, potremmo attenderci un vero e proprio allunaggio. Il gigante asiatico vuole costruire d’altronde una vera e propria base per robot, ma non è l’unico ad avere avuto questa idea. Il Giappone infatti ha recentemente annunciato un simile progetto, che si prevede possa terminare entro il 2020 con la costruzione della base al polo sud lunare. La Cina potrebbe dunque trovare una discreta folla al suo arrivo.

Roberta De Carolis

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