Marte: il futuro delle esplorazioni passa per il nucleare?

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Marte, il pianeta rosso, forse rimarrà ancora per decenni inesplorato, almeno da parte dell'uomo. Lo scorso venerdì, infatti, durante il Federation Council, l'agenzia spaziale russa Roscosmos ha freddato gli animi annunciando l'impossibilità di sbarcare su Marte almeno fino al 2025. E per l'uomo fino al 2035.

Anatoly Perminov, a capo della Roscosmos, in merito alla questione ha spiegato che non c'è al momento alcuna possibilità di lanciare una navicella su Marte prima di tale data: "La possibilità di un volo su Marte deve essere combinata con la costruzione di una navetta spaziale dotata di un nuova unità a propulsione nucleare, che permetterà di raggiungere il pianeta in un mese".

Condizione che renderebbe possibile la riuscita della missione sarebbe dunque l'utilizzo di tecnologie nucleari. Al momento, è già in corso una cooperazione tra l'Esa e la Roscosmos, volta alla realizzazione della missione ExoMars. Quest'ultima avrà il compito di scavare a fondo il suolo marziano per saperne di più sia sul pianeta rosso che sulla possibilità di vita in altri corpi celesti.

Intanto, sono stati stanziati circa 256 milioni di dollari per finanziare il programma di innovazione e sviluppo della società nucleare di stato russa Rosatom, dedicato ad uno nuovo sistema di propulsione per la futura navicella spaziale, alimentata dall'atomo.

Europa e Russia starebbero così valutando la possibilità di ricorrere al nucleare. Ma anche la Nasa potrebbe essere d'accordo. Nei prossimi giorni, infatti, è previsto un incontro a Mosca con la Roscosmos per discutere riguardo al futuro delle missioni spaziali connesse al nucleare.

Francesca Mancuso

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