Marte: i misteri dei suoi crateri

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Le immagini dei solchi lasciati da verosimili impatti sulla superficie di Marte risalgono al 4 agosto 2010. È stato Mars Express dell'Esa a rilevare tali tracce che hanno subito aperto le discussioni su cosa abbia potuto causarle.

Questi crateri si trovano nell'emisfero meridionale del pianeta, precisamente a sud del bacino Huygens. Ed è concreta l'ipotesi che non sia stato un solo oggetto a colpire la superficie marziana, ma una vera e propria serie di proiettili vaganti nel cosmo. Il bacino Huygens è molto vasto con il suo diametro di 450 chilometri e si trova nella zona di Marte più soggetta a tali impatti. Infatti, quest'area presenta un'alta presenza di cicatrici la cui importanza, per gli studiosi, è la caratteristica forma allungata.

Gli astronomi, si sono concentrati sulla strana conformazione che distingue questi crateri che, solitamente, sono circolari. Il fatto che essi siano caratterizzati da una forma che ricorda le ali di una farfalla suggerisce il fatto che si sia trattato di due oggetti frantumatisi al suolo contemporaneamente e nello stesso posto. Come il cratere del bacino Huygens, nella superficie nordoccidentale del pianeta ne è presente uno simile. Questa presenza rafforza l'ipotesi di una raffica di proiettili che si sono trovati sulla traiettoria di Marte. È dagli anni '80 che gli astrofisici sono impegnati a tradurre in teorie queste tracce. Proposero dunque che tali impatti fossero il risultato di oggetti vaganti nel cosmo la cui traiettoria li porta a scontrarsi con il pianeta stesso. Con il tempo, i crateri più grandi sono diventati un vero e proprio bersaglio, formandosi così ulteriori crateri interni al principale. La configurazione del cratere settentrionale, inoltre, suggerisce delle informazioni riguardanti la sua età. Essendo la superficie che lo circonda quasi del tutto sprofondata nel cratere stesso, si ipotizza che possa essere più antico del suo simile situato più a sud. I bordi, infatti, sembrano modificati dagli effetti del tempo.Questi tratti così diversificati fra loro fanno prospettare agli scienziati che tali formazioni allungate non siano affatto terminate. Un giorno, ossia fra qualche decina di milioni di anni, la luna marziana Phobos potrebbe, fondersi con il suo pianta, creando in questo modo ulteriori catene sulla superficie di Marte.

Federica Vitale

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