La Jaxa a pesca di rifiuti spaziali

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Avete idea di quanti detriti spaziali orbitano intorno alla Terra? Tra pezzi di ciurcuiti, di razzi, pezzi di satelliti e attrezzi, abbigliamento astronautico, ammontano a ben 10.000.000 i rifiuti cosmici vicino al nostro pianeta. Un discreto numero che pone serie difficoltà al traffico spaziale, ai satelliti e alla Stazione Spaziale Internazionale.

È per questo motivo che la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) ha chiesto l’aiuto della più antica e valida azienda produttrice di reti per pescatori, la Nitto Seimo.

Il progetto prevede di attaccare una rete metallica molto fitta e resistente (tre fili metallici intrecciati tra loro con un diametro pari a quello di un capello umano ma con una resistenza meccanica elevatissima) ad un satellite, svolgerla nello spazio e 'dragare' le orbite per raccogliere i detriti che vanno da pochi millimetri a dimensioni davvero consistenti, e che soprattutto viaggiano a velocità incredibili, fino a 36.000 Km/h.

A queste velocità anche un oggetto di pochi millimetri porta con se una tale quantità di energia da rappresentare un serio pericolo per gli astronauti, tanto è vero che la Iss è dotata di uno schermo particolare proprio per proteggersi da eventuali sgradevoli incontri con questi oggetti.

Il problema della spazzatura spaziale è reale, tanto che tutte le Agenzie Spaziali hanno propri centri di controllo dedicati all’attività di rilevamento e monitoraggio di tali detriti e delle loro orbite.

In Europa, ad esempio, se ne occupano i tedeschi della Esoc (European Space Operations Centre). Una volta raccolti i detriti e caricata elettricamente la rete, questa dovrebbe essere 'avvicinata' all’atmosfera terrestre attraverso un campo magnetico, e qui incendiarsi e distruggersi a causa dell’attrito. Che dire se non buona pesca!

Andrea Pallini

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