Dopo 24 Themis ancora acqua su un asteroide. Un altro indizio sulla vita aliena

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È la seconda volta che dell’acqua viene individuata su un asteroide. E l’evento potrebbe essere anche più frequente di quanto si possa immaginare. La scoperta risale allo scorso aprile e si deve a due ricercatori che hanno trovato del ghiaccio e delle molecole organiche su di un oggetto roccioso orbitante nel nostro sistema solare.

In questi giorni, proprio lo stesso gruppo di astrofisici ha identificato un altro asteroide con le stesse caratteristiche del precedente. Coincidenza che ha da subito suggerito l’ipotesi di una certa frequenza e di una possibilità non del tutto remota di scoprirne altri in futuro.

Asteroid 65 Cybele, un asteroide localizzato tra Marte e Giove, e 24 Themis, il precedente asteroide individuato ad aprile, custodirebbero sia ghiaccio che molecole organiche sulla loro superficie. I ricercatori ora stanno valutando un sistema di catalogazione di asteroidi e comete, essendo i primi quasi totalmente rocciosi e i secondi costituiti prevalentemente da ghiaccio.

Questo studio aiuterebbe a comprendere quali tra questi, asteroidi o comete, trasporterebbero effettivamente degli elementi utili a generare vita e a rivedere la teoria che sostiene come questa sia stata generata sulla Terra proprio in seguito all’impatto con uno di questi oggetti.

Una simile scoperta è molto importante soprattutto per le prossime missioni nello spazio. Infatti, l’idrogeno nell’acqua può essere separato e, quindi, fornire sia carburante che l’ossigeno, determinante per la sopravvivenza umana e della flora. Se l’acqua, trasportata da questi asteroidi, giunge su Marte, tutta la zona circostante il pianeta potrebbe essere un’utile base per le future missioni con il compito di esplorare le zone più distanti del sistema solare.

Federica Vitale

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