Prevenire l’omosessualità nelle ragazze? "È possibile"

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Una notizia che arriva dagli USA sta creando polemiche all’interno della comunità scientifica: un farmaco, il dexamethasone (dex), usato come antinfiammatorio e chemioterapico contro alcune forme di mieloma multiplo, una grave forma di leucemia, è prescritto anche alle donne in stato di gravidanza che sospettano di portare in grembo una bambina affetta da iperplasia surrenale congenita (CAH), una patologia che causa una malformazione dei genitali per la quale essi, pur essendo internamente normali, esternamente assomigliano più a quelli maschili che a quelli femminili.

Questo uso del farmaco non è previsto dalle indicazioni per il quale è stato approvato e sta suscitando polemiche sia mediche che etiche. Innanzitutto lo studio che è stato fatto in merito a questa nuova possibile azione farmacologica, condotto in Svezia, ha coinvolto appena 24 pazienti, un numero esiguo di individui, che ha di conseguenza fornito un numero altrettanto esiguo di dati per poter concludere che il farmaco è sicuro ed efficace.

In effetti l’FDA, l’ente che negli USA è preposto all’approvazione dei farmaci, non ha ancora autorizzato questa estensione di utilizzo. Per questo il medico che ha prescritto il dex contro i sintomi della CAH, Maria New, endocrinologa di New York, è stata accusata di svolgere ricerca su individui umani senza propria approvazione.

Come spiega inoltre Walter Miller, preside del Dipartimento di Endocrinologia presso l’Università della California (San Francisco, USA), il farmaco, anche qualora ne venisse accertata l’efficacia, dovrebbe essere somministrato alle pazienti il più possibile nelle prime fasi della gravidanza, prima che la diagnosi di CAH possa essere confermata. Questo causerebbe un’inevitabile esposizione al farmaco per diverse donne per le quali esso non era assolutamente necessario.

Tuttavia le accuse contro Maria New sono anche più gravi di quelle ufficiali, cioè di prescrivere un farmaco per indicazioni non legalmente approvate. L’endocrinologa pediatrica e psicologa Heino F. L. Meyer-Bahlburg, sua collaboratrice da lungo tempo, infatti, sta cercando prove di influenza degli androgeni prenatali sull’orientamento sessuale, sui quali il dex avrebbe effetto. Pertanto Maria New è anche oggetto di polemiche perché sospettata di voler usare il farmaco per prevenire l’omosessualità femminile, cosa che desta preoccupazione etica perché potrebbe portare alla visione dell’omosessualità come malattia da curare.

Le due endocrinologhe scrivono infatti su Annals of the New York Academy of Sciences: “I comportamenti legati al sesso, come i gusti nei tipi di gioco nell’infanzia, o negli indirizzi di carriera nell’adolescenza, o le tendenze ad essere materni o aggressivi nell’adulto, e l’orientamento sessuale stesso, si mascolinizzano nelle ragazze e le donne affette da CAH. Queste anomalie sono state attribuite agli effetti di un eccessivo livello di androgeni prenatali sulla differenziazione sessuale del cervello e più tardi del comportamento”. Parole inequivocabili, e inevitabili polemiche, di conseguenza.

Roberta De Carolis

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