In coma, si sveglia dopo 12 anni: 'Ho visto e sentito tutto'

martin coma

Ci si può risvegliare da una sorta di coma e ritornare a vivere? Pare di sì: 12 anni sono passati da quando Martin Pistorius, sudafricano oggi 39enne, cadde in una paralisi fisica e mentale, un vero coma causato, forse, da meningite da criptococco. Oggi Martin si è risvegliato e racconta come, in realtà, in questa dozzina di anni abbia sempre sentito ogni cosa attorno a lui.

La malattia, fulminante, lo lascia paralizzato e muto, in stato vegetativo per anni. Letteralmente bloccato nel suo corpo, Martin perde progressivamente la sua capacità di muoversi da solo, la sua capacità di stabilire un contatto visivo e poi la sua capacità di parlare. Una vera condanna perché, di contro, dopo un po' comincia a sentire e capire tutto.

Poche speranze da parte dei medici "Martin resterà per sempre col cervello di un bambino di tre anni", dicevano, e la loro raccomandazione era di prendersi cura del ragazzo fino alla morte. Ma Martin ha invece lottato, da solo, chiuso in se stesso e circa due anni dopo essere finito in quello stato, inizia ad essere sempre più cosciente.

Ogni mattina i genitori, Joan e Rodney, lo hanno portato in un centro per la riabilitazione e alla sera lo mettevano letto e "io mettevo la sveglia ogni due ore per girarlo dall'altro lato in modo che non subisse piaghe da decubito", racconta il papà.

"Mi sono risvegliato e ho cominciato a essere cosciente di ogni cosa che mi veniva fatta o detta, ma per gli altri non esistevo quasi più. Mi trovavo in un luogo molto buio", ricorda Martin.

Strano? Non proprio. Esistono, infatti, delle condizioni in cui una persona sembra in coma, ma in realtà è cosciente e normale dal punto di vista cognitivo anche se non è in grado di muoversi né comunicare perché i muscoli volontari sono paralizzati. In questi casi sono coinvolti i nervi cranici motori e i nervi che originano da radici del midollo spinale e la comunicazione avviene muovendo le palpebre o gli occhi e può essere difficile da riconoscere in un ambiente non specialistico. E non solo: si è praticamente in grado di rendersi conto di parecchie cose.

"Diventavo sempre più cosciente della disperazione e del dolore di mia madre, ora riuscivo a comprenderla", dice Martin. Gli infermieri nel centro di cura lo mettono ogni giorno davanti al televisore. E in tv c'è un'unica cosa, a ciclo continuo: il cartone "Barney", una serie per bambini di età prescolare. Barney, che Martin non ama per niente. "Non potevo nemmeno esprimere quanto lo odiassi", racconta oggi. Ma grazie alla posizione del sole e alle ombre, impara a riconoscere quando le puntate finalmente arrivano alla fine.È così che, piano piano, il corpo di Martin cambia, cambia il suo pensiero, con i suoi occhi riesce a "vedere" e seguire gli oggetti, reagisce ai test, riesce a sedersi nella carrozzina e comincia anche a comunicare con l'aiuto di un programma al pc. La sua vita muta letteralmente: si iscrive al college, studia informatica, mette su un'azienda tutta sua di web design e si sposa.

Oggi, la storia incredibile di Martin Pistorius è diventata un libro: Ghost Boy: My Escape From A Life Locked Inside My Own Body.

Germana Carillo

LEGGI anche:

Coscienza in stato vegetativo: trovata la firma nel cervello

Ecco come ritornare in vita dopo la morte, riavviando il proprio corpo

Viaggio nell'aldila': lo racconta un neurochirurgo uscito dal coma

Paziente in stato vegetativo comunica col pensiero I 10 misteri del nostro cervello

Tags: ,

Cerca