Addio biopsia, basterà una macchina fotografica per riconoscere le cellule tumorali

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Addio alla dolorosa biopsia: sarà presto sufficiente una speciale macchina fotografica per riconoscere in pochi secondi le cellule tumorali. È questa l’invenzione nata dalla collaborazione di gruppi di ricerca della Rice University e della University of Texas MD Anderson Cancer Center. Il lavoro è stato pubblicato su PLoS One.  

Uno dei problemi connessi alla diagnosi dei tumori è la metodologia stessa di indagine, la biopsia. Pur essendo assolutamente affidabile, la tecnica può essere dolorosa, perché comporta l’asportazione di una parte del tessuto sotto indagine, e consente di avere l’esito solo diversi giorni dopo il prelievo.

Al di là dello stress psicologico indotto sul paziente costretto ad attendere una risposta non immediata, in situazioni particolarmente critiche la rapidità nella diagnosi è realmente fondamentale per attuare un piano terapeutico efficace. Il sistema elaborato dagli studiosi costituisce dunque un notevole passo avanti nella ricerca contro il cancro, in quanto consente di rivelare in modo meno invasivo e molto più rapido la formazione di cellule cancerose.  

L’apparecchio è composto da una sorgente di luce a fotodiodi (LED), una lente obbiettivo, un fascio di fibre ottiche e una macchina fotografica digitale. Le immagini catturate possono essere visualizzate sul uno schermo LCD (come quello delle comuni macchine digitali) e il tutto può essere connesso al computer mediante cavo USB.

La strumentazione è portatile – in tutto pesa infatti 1.6 Kg - ed è dotata di batterie ricaricabili che durano circa un’ora per ogni ricarica. La macchina fotografica è attaccata al fascio di fibre ottiche che illuminano con le loro punte il tessuto, preventivamente trattato con comuni molecole fluorescenti. Queste fanno da riflettori per l’illuminazione e consentono alla macchina digitale di catturare immagini molto nitide, già pronte per un’analisi visiva.  

“I coloranti e le tecniche visive utilizzate in questo lavoro sono dello stesso tipo di quelle che i patologi hanno usato per molti anni per distinguere una cellula sana da una cancerosa – afferma Mark Pierce, coautore dello studio - ma la punta di questa apparecchiatura è estremamente piccola e resta illuminata, per cui la tecnica è meno dolorosa della biopsia e consente la diagnosi in pochi secondi invece che dopo giorni”. 

Rice’s Rebecca Richards-Kortum, leader della ricerca, sottolinea come, grazie alla leggerezza, ai costi contenuti (circa 2000 dollari) e alle eccezionali prestazioni, il sistema potrebbe essere usato anche nei paesi in via di sviluppo, che spesso non dispongono di sistemi efficaci di diagnostica, né di risorse economiche adeguate. 

I ricercatori affermano inoltre che potrebbe essere implementato un software per aiutare i medici non patologi ad utilizzare l’apparecchio per distinguere le cellule sane da quelle cancerose, e che l’apparecchiatura ha tutte le potenzialità per essere usata come metodologia di screening di routine anti cancro nonché come tecnica di supporto per gli oncologi per determinare la risposta dei pazienti alle terapie.

Roberta De Carolis 

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