Aborto spontaneo: ecco perché avviene

immagine

Scoperto il meccanismo per prevenire l'aborto spontaneo. Partendo dalla consapevolezza che nei primi mesi di gravidanza la madre produce dei linfociti con proprietà immunoregolatorie (Treg), le quali impediscono il rigetto del feto, un'equipe di ricercatori dell'Istituto Gaslini e dell'Università di Genova, è riuscita ad individuare il processo di sviluppo delle Treg durante la gestazione.

Secondo quanto emerso dallo studio, le cellule Natural Killer (che normalmente uccidono tumori e cellule infettate), nella placenta, al contrario, cambiano il loro comportamento, producendo sostanze che favoriscono la crescita dei tessuti e la formazione di nuovi vasi, fondamentali per la nutrizione del feto.

Inoltre, spiegano gli esperti, le cellule NK, all'interno della placenta, si scambiano anche informazioni con un particolare tipo di macrofagi specializzati. E proprio a causa di questa interazione, l'organismo forma moltissime Treg, che bloccano ogni tentativo del sistema immunitario della madre di eliminare il feto.

L'aborto verrebbe dunque provocato dall'alterazione di questo meccanismo d'interazione tra le cellule. "Le Treg non vengono più prodotte e il feto viene aggredito dalle NK e dagli anticorpi materni".

"Che esistessero questi linfociti T regolatori, che bloccano il sistema immunitario, già si sapeva ma non si sapeva come e perché venissero formati", precisa il direttore scientifico del Gaslini, Lorenzo Moretta. Che poi sottolinea però come "non tutti gli aborti spontanei sono provocati dall'alterazione di questo meccanismo".

Molto spesso, infatti, "sono dovuti a difetti dell'uovo o a difetti cromosomici, ma sicuramente c'è n'è una fetta riconducibile a un difetto di cellule Natural Killer o a un difetto nell'interazione tra queste cellule e i macrofagi placentari".

La scoperta sarà pubblicata sulla rivista americana 'Proceedings of the National Accademy of Science', e per quanto riguarda gli esperti "potrà avere applicazioni, non solo nel campo delle patologie della gravidanza, ma anche nei trapianti e nella terapia dei tumori".

Augusto Rubei

 

 

Cerca