Il caffe', un alleato contro il cancro

caffè

3 o 4 tazzine di caffè al giorno tolgono il cancro di torno. Un antidoto contro le malattie, dunque? Sembrerebbe proprio di sì e tale scoperta andrebbe a scardinare del tutto la fama di dubbia salubrità di una bevanda che, spesso, viene additata come nociva se assunta in dosi eccessive.

A prendere le difese della sana tazzina di caffè, quindi, è l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. È notizia accolta favorevolmente quella che vorrebbe il caffè in grado di prevenire l'insorgere di alcuni tipi di tumore e le malattie della circolazione, grazie al contenuto di polifenoli.

Il caffè, infatti, accelera il processo di eliminazione delle tossine responsabili dell'insorgere di neoplasie. Questi materiali di scarto, a causa dell'interferire dei polifenoli, permangono meno tempo a contatto con l'intestino. Tra le altre prerogative del caffè, la bevanda potenzia l'attività degli enzimi responsabili della distruzione delle sostanze cancerogene presenti nell'organismo.

Le ricerche sono state condotte su alcune donne che consumavano caffè regolarmente e sulle quali si è registrata la minore probabilità di ammalarsi di cancro del seno. Sarebbero, infatti, gli antiossidanti a rendere il caffè in grado di contrastare l'insorgere delle malattie. E, come se non bastasse, sembrerebbe salutare anche sul cervello umano poiché in grado di proteggere forme degenerative che, con l'avanzare del tempo, conducono alla demenza. I recenti studi registrano un basso rischio di contrarre il morbo di Parkinson e l'Alzheimer tra le persone che consumano abitualmente caffè rispetto a chi non ne consuma affatto.

E il diabete? Anche questa malattia, se di tipo 2, viene messa a rischio se il caffè viene assunto regolarmente. Questo perché, come noto, il caffè è una bevanda a basso livello di zuccheri e con una presenza di componenti che aumentano il metabolismo a riposo.

Ovviamente, da monitorare sono gli effetti collaterali coi farmaci se assunti con il caffè. L'efedra, ad esempio, può provocare tachicardia ed ipertensione e, quindi, è una sostanza che è meglio non associare al caffè.

Federica Vitale

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