I ricordi ci aiutano ad immaginare il futuro

Ricordi futuro

I ricordi a volte ci fanno sorridere, a volte piangere, e c’è chi sottolinea l’importanza delle nostra memoria per evitare errori fatti in passato. In realtà questo non sembra essere solo un saggio consiglio, ma il frutto di una teoria scientifica, elaborata dallo psicologo della Harvard University Daniel Schacter, secondo cui la capacità di richiamare alla mente eventi del nostro passato ci aiuta a immaginare il di là da venire.

L’ipotesi di Schacter si fonda su precedenti studi compiuti da altri scienziati del settore, tra i quali quello di Endel Tulving, attualmente al Rotman Research Intitute di Toronto, particolarmente sorpreso dall’effetto collaterale che una particolare amnesia aveva arrecato ad un suo paziente. Costui aveva perso la memoria episodica, quella su cui si basa l’autobiografia interiore. Ma, oltre a non ricordare, era incapace di immaginare il proprio futuro, che vedeva totalmente buio e misterioso.

I ricordi non sono quindi solo un insieme di dati incasellati in quella complessa funzione cerebrale chiamata memoria, ma sono anche usati dal nostro apparato cognitivo per costruire un’immagine plausibile del nostro futuro. Non che si tratti di predizioni chiaramente, ma comunque di una capacità di immaginare quello che può accadere in un tempo successivo.

A partire da questa teoria si potrebbero riformulare anche altre ipotesi sui meccanismi psicologici che influenzano la nostra personalità, come il livello di autostima e i meccanismi con i quali formuliamo giudizi. In poche parole la memoria potrebbe essere di fatto un mezzo con il quale ci adattiamo all’ambiente che ci circonda.

Sembra fondarsi su basi scientifiche dunque la sensazione che il passato influenzi il nostro modo di approcciare al futuro, come quando una brutta esperienza ci induce ad affrontarne una nuova, se non con paura, sicuramente con maggiore prudenza.

La memoria autobiografica è così potente, inoltre, da essere in grado di uscire dai limiti di una persona singola. Infatti, stando ad uno studio condotto da Amanda J. Barnier della Macquarie University di Sydney, all’interno di coppie consolidate ci può essere uno scambio o una condivisione dei ricordi autobiografici, tanto che alcuni episodi sono richiamati alla mente dall’uno come propri ma nella realtà appartengono all’altra, o viceversa. Alla luce dello studio di Schacter, questo può essere visto come il romantico “immaginare il proprio futuro insieme”.

Roberta De Carolis

Cerca