Cellule staminali: premio Nobel alla medicina rigenerativa

Cellule staminali Nobel

Shinya Yamanaka e John Gurdon sono i premi Nobel 2012 per la Medicina e la Fisiologia: hanno vinto per i loro studi sulle cellule staminali. Alla medicina rigenerativa, dunque, il prestigioso riconoscimento.

“Il premio va a Shinya Yamanaka e John Gurdon per aver scoperto che cellule somatiche adulte possono essere riprogrammate per diventare staminali pluripotenti si legge nell’annuncio. I due ricercatori, infatti, hanno raggiunto l’ambizioso obbiettivo di far tornare, in alcune condizioni, alcuni tipi di cellule in altre in grado di diventare i tessuti più disparati, generando le cosiddette ‘Cellule staminali pluripotenti indotte’.

L’iniziale intuizione, ritenuta in seguito di fondamentale importanza per lo sviluppo di terapie contro le malattie degenerative, è stata pubblicata da Gurdon nel 1962, ma gli studi erano stati iniziati nel 1958, quando il ricercatore era appena laureato e lavorava presso il California Institute of Technology.

Una cellula staminale pluripotente è in grado di generare diversi tessuti, come fanno quelle degli embrioni per esempio, differenziandosi poi nei vari tessuti di un organismo molto più complesso. Le cellule somatiche esprimono invece solo alcuni tipi di geni, generando solo quello specifico tessuto e organo. L’intuizione di Gordon è partita però dal concetto che in realtà tutte le cellule hanno gli stessi geni, tipici dell’individuo dove vivono, e che quindi, forzandole, sarebbe stato possibile far esprimere anche geni che in quel tessuto erano silenti.

“Quasi tutte le cellule del corpo hanno gli stessi geni, e pensavo fosse ragionevolmente chiaro che in qualche modo dovesse essere possibile ottenere una completa inversione, anche se ci sarebbe voluto tempo per farlo. […] –ha infatti spiegato Gordon- Ma dipendeva molto dai progressi tecnici che potevano verificarsi nel tempo affinchè tutto questo diventasse una realtà”.

Gurdon è stato dunque il pioniere, che ha capito come far perdere identità ad una cellula. Nel 2006, quarant’anni dopo, il ricercatore giapponese Yamanaka ha trovato la tecnica sperimentale che permette di riprogrammare le cellule adulte e già differenziate, desiderata da Gurdon già nel 1958.

“Quando il lavoro è stato fatto nessuno si aspettava un immediato beneficio terapeutico […] Quindi, ci sono voluti quasi 10 anni affinchè il risultato fosse accettato come realmente importante” ha sottolineato Gurdon.

Il mio obiettivo, tutta la mia vita, è quello di portare questa tecnologia sulle cellule staminali ai letti, ai pazienti, le clinicheha dichiarato colui che ha reso la tecnica materialmente possibile, Yamanaka.

E adesso è questo il passo che tutti aspettano.

Roberta De Carolis