Nespoli e co: come sta il loro sistema immunitario?

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Da oggi c’è un rischio in più per la salute degli astronauti. Sembra infatti che i lunghi viaggi spaziali indeboliscano il sistema immunitario. Ad affermarlo sono alcuni ricercatori francesi, secondo i quali gli anticorpi necessari per difendersi dalle infezioni e dalle malattie potrebbero essere compromessi durante un lungo viaggio spaziale.

Sicuramente un viaggio nello spazio, soprattutto se dura parecchi giorni, è molto faticoso e mette a dura prova il corpo umano. Lo ha raccontato proprio ieri Paolo Nespoli, di ritorno dall'Iss dopo 159 giorni in orbita.

Secondo l'Inaf, i ricercatori – il cui lavoro è uscito su Faseb, il giornale online della Federazione delle società americane per la sperimentazione biologica - hanno condotto la sperimentazione sugli anfibi, con una produzione di anticorpi simile a quella umana. I test sono stati effettuati su tre gruppi di anfibi: il primo gruppo è stato immunizzato nello spazio, il secondo a terra, mentre il terzo non è stato immunizzato. Le analisi hanno dimostrato che la produzione di anticorpi negli anfibi vaccinati nello spazio era diminuita notevolmente, e ciò conferma l’ipotesi che le condizioni di volo spaziale influiscono sul sistema immunitario umano, rendendo gli astronauti più soggetti a malattie.

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Questa ricerca – ha spiegato Millie Hughes-Fulford della Nasa – da una parte dimostra come nell’ambiente spaziale le ipermutazioni avvengano con una frequenza più bassa; dall’altro, conferma che l’efficienza del sistema immunitario dipende anche dalla gravità”.

“È quanto si ipotizza da tempo – ha affermato Vittorio Cotronei, medico dell’Agenzia Spaziale Europea - ed è stato parzialmente confermato da alcuni esperimenti, sia in vivo che in vitro, a terra e nello spazio. Il sistema immunitario sembra subire le conseguenze del volo spaziale (o della simulazione a terra) e rispondere in maniera meno efficiente, e le difese contro agenti infettanti sembrerebbero essere quindi meno valide, determinando una maggiore tendenza alle infezioni. D’altra parte, poi, è noto che lo stress induce una risposta immunitaria meno efficiente, ed il volo spaziale è indubbiamente una condizione stressante, sia fisicamente che psicologicamente. Resta da valutare nel suo insieme – ha concluso Cotronei - come il sistema immunitario possa adattarsi alle condizioni del volo spaziale, considerando vari aspetti, come gli effetti nutrizionali, le radiazioni ed il carico di lavoro”.

Antonino Neri

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