Melanoma: un aiuto viene dal paracetamolo

antidolorifici

E se quando prendiamo una tachipirina, o un aspirina, o un compressa a base di ibuprofene, ci stessimo inconsapevolmente proteggendo contro il melanoma? A questa domanda sta cercando di rispondere un gruppo di ricerca che coinvolge studiosi della Kaiser Permanente Northern California e dell’University of California di San Francisco (Usa). Il lavoro, condotto inizialmente sugli animali nel 2008, quest’anno è stato ampliato raccogliendo dati su esseri umani, malati e non, a cui è stato chiesto di ricordare le loro abitudini nei confronti dell’utilizzo di analgesici.

Il melanoma è una delle forme più aggressive di tumore alla pelle, che solo l’anno scorso negli Usa ha ucciso 9 mila persone, secondo i dati del National Cancer Institute, rivelandosi di fatto il tipo di tumore con la probabilità di sopravvivenza più scarsa. La ricerca per scoprirne le cause, oltre che misure terapeutiche efficaci, è quindi di grande interesse per la scienza. Questo studio in particolare ha coinvolto quegli antidolorifici noti come ‘farmaci anti infiammatori non steroidei’ (Fans), che hanno anche effetto antipiretico, cioè abbassano la febbre.

La ricerca è stata condotta chiedendo ad un campione di persone sane (600) e ad un altro di malati (400) di ricordare quante volte negli ultimi 5 anni avevano fatto uso di almeno uno di questa classe di farmaci: i risultati rivelano dati interessanti, secondo i quali l’utilizzo regolare di questi medicinali potrebbe ridurre il rischio di contrarre questa pericolosa forma di cancro di circa il 40 percento.

Tuttavia Maryam Asgari, co-autrice del lavoro- esprime perplessità, affermando che “c’è sempre il dubbio che le persone che hanno contratto un tumore siano meno attente alla salute di quelle sane, che quindi a loro volta siano protette da migliori abitudini di vita, non dall’utilizzo dei farmaci”. Per questo la ricercatrice invita alla cautela, dichiarando come per giungere a conclusioni definitive sia “troppo presto”. Aggiunge quindi: “Non consiglierei l’utilizzo di questi farmaci prendendo in considerazione solo questi risultati”.

Roberta De Carolis

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