Cellule nervose: si espandono nei semiconduttori

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Le cellule nervose sono caratterizzate da lunghe protuberanze necessarie alle connessioni attraverso le quali vengono mandati i segnali di comunicazione. Se queste protuberanze sono in grado di estendersi in tubi di semiconduttori si formano interessanti ibridi materia vivente - materia non vivente, potenzialmente utili per studiare danneggiamenti del sistema nervoso e l’effetto dei farmaci. È quello che ha fatto un gruppo di ricerca dell’University of Wisconsin-Madison (Usa), i quali hanno pubblicato il loro lavoro sulla rivista ACS Nano.

La scoperta è notevolmente innovativa e interessante – ha commentato Nicholas Kotov dell’Università del Michigan (Usa), esperto nel campo - Abbiamo estremamente bisogno di ottenere interfacce tra tessuti neuronali e materiale elettronico”.

L’esperimento è stato condotto usando come cellule quelle di topo e come materiale semiconduttore tubi si silicone e germanio stratificati, che avrebbero potuto in linea di principio isolare i segnali inviati dalle cellule nervose, sufficientemente grandi da ospitare le protuberanze dei neuroni, ma non abbastanza da consentire il passaggio delle cellule all’interno. Così, quando i ricercatori hanno messo al di fuori dei tubi semiconduttori le cellule nervose di topo, queste hanno espanso le loro protuberanze all’interno dei tubi.

Non è ancora chiaro se i nervi comunicano tra di loro, e infatti il prossimo step sarà quello di applicare dei voltaggi ed altri strumenti ai tubi, per 'ascoltare' le cellule, cioè per capire se tra di loro mandano segnali di comunicazione. A questo stadio della ricerca si è stabilito solo che le cellule nervose sono in grado di esplorare tubi di semiconduttori, che sembrano essere affini alle componenti biologiche e che le cellule seguono fisicamente il network creato dai tubi. Il passo compiuto è comunque importantissimo e pone serie basi per lo sviluppo di tecnologie diagnostiche e terapeutiche innovative.

Roberta De Carolis

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