Scoperta la proteina che allunga la memoria

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Scoperta la proteina che allunga la memoria: si chiama Ifg-II (fattore di crescita insulino-simile II) e fissa i ricordi nella testa senza farli scivolare nel dimenticatoio. A provarlo un team di scienziati della Mount Sinai School of Medicine di New York, guidato dall'italiana Cristina Alberini, che sta dedicando il lavoro alla ricerca della complicata fase dell'apprendimento che porta alla formazione dei ricordi indelebili.

L'elisir della lunga memoria dunque, trovato in una proteina prodotta in molti tessuti del corpo che all'interno del cervello si concentrano nell'area dell'ippocampo, considerato appunto la zona "centrale di formazione e smistamento" dei ricordi.

Le indagini scientifiche, pubblicate in questi giorni su Nature, sono state condotte nei confronti di alcuni topolini di laboratorio, ai quali gli studiosi hanno sottoposto una prova: seguire un percorso pieno di scosse elettriche piazzate come trappole dagli stessi specialisti. Ebbene, i roditori, dopo aver memorizzato il tragitto sicuro, non hanno dimenticato nemmeno un piccolo dettaglio per salvaguardare la loro salute, grazie all'iniezione della proteina Igf-II direttamente nel'ippocampo.

Tuttavia, spiegano gli esperti, "somministrare la proteina agli uomini non sarebbe così complicato". Basterebbe infatti "una normale iniezione o addirittura uno spray nasale", visto che il fattore di crescita è "una delle rare molecole capaci di oltrepassare la barriera di protezione ripara il cervello dall'ingresso di sostanze pericolose".

I ricordi: il processo. Sono prima i neuroni a formare tra loro nuove connessioni e, in una seconda fase, varie sostanze chimiche rafforzano questi legami. in questo caso che l'equipe della dottoressa Alberini ha individuato in Igf-II una delle 'colle' più potenti per il consolidamento dei ricordi. Il cervello la produce naturalmente tra le 20 e le 36 ore dopo l'esperienza da immagazzinare.

"È la prima volta - si legge in un comunicato diffuso dalla Mount Sinai School of Medicine - che riusciamo a potenziare in maniera così netta la memoria, usando una sostanza prodotta naturalmente dal nostro organismo, in grado di oltrepassare la barriera fra sangue e cervello e quindi utilizzabile nella pratica clinica".

Andrea Pallini

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