Tumore al polmone: ecco la Tac spirale e la diagnosi precoce

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La Tac spirale scende in campo per la lotta contro il tumore al polmone. Si tratta di un esame accurato con bassa dose di radiazioni ionizzanti, che consente di rilevare "la presenza di un nodulo polmonare con una frequenza 7 volte maggiore rispetto alla radiografia del torace".

Quasi una rivoluzione in ambito oncologico, che stando ai risultati dello studio Cosmos dell'Istituto Europeo di Oncologia, durato 10 anni e condotto su oltre 6mila volontari forti fumatori o ex fumatori, permetterebbe di ridurre del 20% la mortalità dei malati in stato avanzato.

Perlomeno questo è il dato emerso dalle analisi dei ricercatori dello Ieo, che rivelano come "dei 297 tumori riscontrati il 75% è stato diagnosticato allo stadio iniziale e l'89% è risultato asportabile chirurgicamente in modo radicale". Registrata dunque una sopravvivenza dei pazienti con tumore polmonare intorno al 70% dei casi, rispetto invece ai soggetti sottoposti solo alla tradizionale radiografia del torace.

"Da oggi non proporre questo esame alla popolazione a rischio (i forti fumatori) diventa un atto non etico, perché li si priva della possibilità di salvare la loro vita", incalza Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Ieo, il quale ricorda infine che "la diagnosi precoce e la prevenzione si confermano come gli strumenti più efficaci oggi a nostra disposizione per ridurre la mortalità per tumore e migliorare la qualità di vita dei malati oncologici".

Augusto Rubei

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