La fantascienza diventa realta': dal mantello invisibile al teletrasporto

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La fantascienza che diventa realtà. È la possibilità che ci dovremmo aspettare per il futuro, se non per il presente. Almeno secondo il suo più fervente sostenitore, il fisico teorico Michio Kaku.

Dopotutto, non è così lontano dal nostro quotidiano, ormai, l'essere in grado di avvalersi di una pillola per imparare le lingue o qualsiasi altra mansione, ad esempio. Ma non è neppure così estrema la possibilità di impiantare un chip, o un “pacemaker cerebrale” come è stato definito, nei pazienti di Alzheimer. O pensiamo al controllo sempre più concreto che la nostra mente potrebbe esercitare su computer e robot. Telecinesi, avatar o controllo mentale, infatti, oggi costituiscono le parole d'ordine del mondo fantascientifico.

Chiunque abbia letto un romanzo di fantascienza o visto una serie sci-fi ha sognato che il teletrasporto fosse nuovo mezzo per raggiungere il posto di lavoro, o temere che il proprio futuro dipendesse dalle mani di un robot o, infine, che l'immortalità fosse pienamente possibile. Pochi sanno che la scienza sta facendo passi da gigante per realizzare quei sogni. Scorriamone alcuni insieme.

Teletrasporto

Questa fantasia, chiamiamola così, si è avvicinata al reale un paio di anni fa, quando alcuni fisici hanno teletrasportato con successo alcuni fotoni oltre 97 km grazie ad un fenomeno chiamato entanglement quantistico o "azione spettrale a distanza", in cui si atomo interagisce e adotta le proprietà di un altro, permettendo così il trasferimento di informazioni anche su grandi distanze.

Mantello invisibile

Sulla scia dei film di Harry Potter e di altri dello stesso genere come Predator e Die Another Day, alcuni ricercatori hanno inventato un mantello dell'invisibilità che utilizza "l'effetto miraggio" o deviazione fototermica, la stessa che osserviamo nelle torride giornate estive. E ora c'è anche la versione low cost.

Uomo bionico

Risale ad un paio di anni fa l'esperimento di alcuni scienziati di registrare l'attività cerebrale nelle scimmie e, quindi, creare algoritmi informatici che potrebbero mappare certi schemi neuronali dei movimenti del braccio. Questo ha permesso loro di dare un controllo mentale alle scimmie su un braccio bionico. Inoltre, gli scienziati sono stati in grado di utilizzare la "microstimolazione intracorticale" che stimola i neuroni sensoriali nel cervello, permettendo ai primati di percepire gli oggetti virtuali. Riuscire a trasferire la capacità di toccare negli arti artificiale è un passo determinante verso la creazione di parti del corpo artificiali e bioniche per aiutare a riabilitare quanti hanno riportato gravi ferite e la perdita di braccia e gambe.

Immortalità

Il concetto di immortalità non è stato inventato dalla fantascienza. L'uomo è stato da sempre consapevole della propria mortalità ed ha sempre perseverato nella ricerca di modi per allontanare l'inevitabile fine. Un tema proposto in diversi film, come Vanilla Sky, nel quale si esplora l'idea di far sopravvire la coscienza dopo la morte del corpo. Ma anche James Cameron, nel 2009, in Avatar si concentrò su una tecnologia che permettesse alle persone di "vivere" in un altro corpo. Oggi si punta a rendere l'uomo immortale entro il 2045, attraverso un processo suddiviso in quattro fasi che parte dal trasferimento della nostra coscienza in un avatar, passando per la creazione di cervello informatico creato artificialmente nell'interfaccia robot.

Ma se un domani tutto ciò dovesse diventare reale? Ne è convinto Michio Kaku. Tanto da aver affrontato l'argomento nel corso di una conferenza dal profetico titolo: "I prossimi 20 anni: come la scienza rivoluzionerà l'economia, la medicina e il nostro modo di vita”. Come la rivoluzionerà? Probabilmente partendo da quella complessa macchina che è il nostro cervello.

Secondo Kaku, queste realtà scientifiche esistono già. Quali invenzioni relative alle nostre capacità mentali ci aspettiamo di vedere ancora nel futuro? La fantascienza potrebbe non essere più così lontana.

Federica Vitale

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