I 5 miti sulle tecnologie del futuro

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Il nostro pianeta in futuro? Sono tante le supposizioni, le previsioni e le congetture. E le moderne tecnologie aiutano in questo. Immaginare come il nostro pianeta sarà, come saremo noi e cosa avremo ancora da inventare rende la fantascienza non troppo distante dalla realtà. Tuttavia, se è facile fare ipotesi, è anche vero il contrario. Ossia, sostenere come le moderne tecnologie, in effetti, potrebbero costituire dei miti. Che in futuro non troverebbero affatto la loro giusta collocazione.

Ecco, dunque, i 5 miti della tecnologia da sfatare. O, almeno, da riconsiderare.

La macchina volante

La macchina volante è stata profetizzata da decenni. Anzi, rappresenta uno dei “sacri graal” dell'ingegneria futuristica. Se ne parlava già con Henry Ford negli anni '40. Poi ci ha provato la Nasa con la collaborazione della Darpa. Ma quello della macchina volante è un progetto che richiede varie sfide. Costi, sicurezza, fattibilità e carburante, oltre ai piloti, al modo di guidare e alle strutture che costituiscono solo alcuni degli aspetti da non sottovalutare. E non potrebbero certo aggirarsi per le strade che ogni giorno percorriamo. Dovrebbero essere costruite delle arterie apposite. Costi troppo elevati che ridimensionano la sua futura fattibilità.

Singolarità tecnologica

Sono molte le accezioni di singolarità. Potrebbe essere una vera intelligenza artificiale in grado di rivaleggiare con il pensiero umano. In pratica, le macchine potrebbero superare l'uomo in intelligenza. Mentre altri sostengono che si tratterà di un'esplosione della potenza di calcolo che vedrà gli esseri umani e le macchine fondersi per creare qualcosa di nuovo. Opinioni contrastanti, però, additano queste previsioni fantascientifiche come improbabili. La mente umana, infatti, è irriproducibile. E, quindi, non sostituibile da un'intelligenza artificiale affidata alle sole macchine. Con buona pace di quanti, al contrario, vedono il futuro nelle mani di robot e droni.

Legge di Moore

La legge di Moore si riferisce generalmente ad un numero di transistor su un chip che, per estensione e potenza di elaborazione, raddoppia ogni due anni. Congegnata da Gordon Moore nel 1965, la teoria ritiene che i costi di produzione dei chip dovrebbero dimezzare ogni anno e per i prossimi 10 anni. Tuttavia, la legge non è stata accettata da diversi esperti di primo piano, i quali hanno sostenuto che essa non potrà durare più di due decenni. Le imprese cercheranno di rendere il massimo dalle attuali tecnologie prima di investire in nuovi e più costosi prototipi di chip.

Amici robot

Per quanto i robot siano i più accreditati a sostituire l'uomo in varie mansioni, un numero crescente di scienziati sembra preoccuparsi se siano state prese misure adeguate per salvaguardare l'uomo dalle sue stesse creazioni robotiche e digitali. L'automazione è la principale preoccupazione. Quanto, infatti, verrà lasciato nelle mani dei robot? Potranno effettivamente decidere senza le linee guida dell'uomo? Inoltre, c'è da considerare la questione dei robot che occupano ruoli che, probabilmente, non gli spetterebbero. In ogni settore, ormai, macchine computerizzate sostituiscono le abilità umane. Ma il dubbio sorge quando troppi compiti e responsabilità importanti vengono letteralmente lasciate nelle "mani" dei robot. Sarebbe il caso, dunque, di ridimensionare il loro ruolo?

Fermare il cambiamento climatico

Il riscaldamento globale è inevitabile? Si cercherà e si sta cercando di ridimensionare gli effetti negativi dell'impronta dell'uomo. Ma, a quanto pare, possiamo solo sperare che le catastrofi lascino un segno che l'uomo sarà in grado di padroneggiare. Alcuni dei climatologi più autorevoli sostengono che l'umanità ha già superato il “punto di non ritorno”. Insomma, quello che stiamo vivendo, dallo scioglimento dei ghiacciai e all'innalzamento del livello del mare, è l'effetto nocivo a discapito di milioni di persone. Fermare tutto questo? No, non si può. Ora non più, almeno. Tenere sotto controllo è possibile, per evitare scenari disastrosi. Incoraggiare un'azione ambientale di base è importante e la cooperazione intergovernativa è fondamentale. Un aiuto comune, quindi. Finalizzato a preservare il nostro pianeta da ulteriori danni di fattura umana.

Federica Vitale

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