Imparare in pochi minuti con un cappello magico

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Studiare, che fatica. Quante volte avremmo voluto far sì che il contenuto di un libro finisse nella nostra testa senza stress e in pochi secondi? Forse per chi vive adesso è un sogno, ma in un futuro non troppo lontano basterà un cappello “magico” per imparare rapidamente.

Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, ha impegnato due psicologi della Vanderbilt University, Robert Reinhart e Geoffrey Woodman. I due hanno dimostrato che è possibile manipolare selettivamente la nostra capacità di apprendimento attraverso l'applicazione di una lieve corrente elettrica al cervello, e che questo effetto può essere regolato a seconda della direzione della corrente.

La corteccia mediale frontale è la parte del cervello responsabile della risposta istintiva che abbiamo quando facciamo un errore. Precedenti studi hanno dimostrato che un picco di tensione negativa proviene da questa zona del cervello pochi millisecondi dopo che una persona commette uno sbaglio, anche se non è ancora stato scoperto il perché.

Reinhart e Woodman hanno voluto mettere alla prova l'idea che questa attività influenza l'apprendimento perché permette al cervello di imparare dai nostri errori. “Ed è quello che abbiamo deciso di provare, scoprire qual è la funzione reale di queste onde cerebrali”, ha detto Reinhart

I due scienziati hanno testato diverse ipotesi. Nella prima volevano stabilire che è possibile controllare la risposta elettrofisiologica degli errori da parte del cervello. Nella seconda volevano capire in che modo il suo effetto può essere regolato intenzionalmente a seconda della direzione della corrente elettrica applicata. Questo bidirezionalità era stata osservata precedentemente in studi su animali, ma non nell'uomo. Inoltre, i ricercatori hanno cercato di calcolare la durata dell'effetto.

Robert Reinhart applica dunque lo stimolo elettrico ad alcuni volontari attraverso una speciale fascia, rimossa dopo 20 minuti, durante i quali un elettoencefalogramma monitora l'attività del cervello mentre esegue il compito di apprendimento. Lo strumento utilizzato era una sorta di supporto elastico con due elettrodi e spugne imbevute di soluzione fisiologica appoggiate alla guancia e alla testa. I ricercatori hanno applicato poi 20 minuti di stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS), senza avvisare i soggetti della differente stimolazione. Attraverso tale sistema, una corrente leggerissima viaggia direttamente dall'elettrodo negativo (anodico), attraverso la pelle, i muscoli, le ossa e il cervello, e arriva fino al corrispondente elettrodo positivo catodico per completare il circuito. “È uno dei modi più sicuri per stimolare in modo non invasivo il cervello”, rassicura Reinhart. La corrente è così lieve che i soggetti provano solo pochi secondi di formicolio o prurito all'inizio di ogni seduta di stimolazione .

cappello vanderbilt

Dopo 20 minuti di stimolazione, ai volontari è stato assegnato un compito di apprendimento che ha coinvolto la comprensione per tentativi ed errori attraverso dei pulsanti su un controller di gioco, che corrispondevano a specifici colori visualizzati su un monitor. I partecipanti avevano meno di un secondo per rispondere correttamente, in mezzo a tante scelte sbagliate proposte, mettendo così in moto la corteccia mediale frontale.

I ricercatori hanno misurato l'attività elettrica del cervello di ogni partecipante. Ciò ha permesso loro di vedere come il cervello si comportava durante gli errori e, soprattutto, ha permesso di determinare come siano cambiate queste attività del cervello sotto l'influenza della stimolazione elettrica.

I risultati hanno mostrato che dopo la stimolazione mirata, i volontari avevano commesso meno sbagli ed erano riusciti ad imparare dai loro errori più rapidamente rispetto a quanto avevano fatto dopo la “falsa” stimolazione. Quando è stata applicata una corrente catodica, infatti, i ricercatori hanno osservato il risultato opposto: più errori e più tempo per imparare l'attività proposta.

I ricercatori hanno scoperto che gli effetti di una stimolazione di 20 minuti hanno avuto una durata di circa cinque ore.

Si può diventare geni usando dunque uno speciale cappello? Forse in futuro, anche se lo studio potrebbe essere utile nel trattamento di condizioni come la schizofrenia e l'ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività)

Francesca Mancuso

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