Scoperta una pillola che migliora le abilità musicali

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Avreste mai immaginato che una pillola potrebbe aiutarvi a cantare meglio? Ebbene sì, ne è stata inventata una che potrebbe farvi diventare delle vere e proprie ugole d’oro.

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Systems Neuroscience un farmaco noto come valproato o acido valproico, fino ad ora utilizzato per curare il disturbo bipolare, potrebbe aiutare le persone a cantare in modo ineccepibile.

Questa sostanza migliora la neuroplasticità del cervello e la capacità di identificare e produrre il tono di una nota musicale senza ascoltare alcuna base musicale. Gli esperti ritengono che l’abilità canora sia una caratteristica genetica che deve essere coltivata attraverso gli esercizi musicali fin dalla prima infanzia. L’ideale sarebbe infatti avviare i bambini al canto durante il quinto anno di età, dal momento che i bambini hanno un grado di neuroplasticità maggiore rispetto agli adulti. Ciò permette loro di apprendere lingue e altre competenze molto più facilmente rispetto ai loro genitori, spesso in difficoltà nell’imparare una nuova lingua, suonare un nuovo strumento musicale o qualsiasi cosa nuova.

Oggi si può ottenere la neuroplasticità di un giovane assumendo il valproato.

I ricercatori sono giunti a questa scoperta dopo aver somministrato placebo e valproato per due settimane a 23 volontari di sesso maschile (con scarse conoscenze musicali) di età compresa tra i 18 e i 27 anni. Alla fine delle due settimane di sperimentazione i volontari sono stati invitati a identificare dei toni musicali. Coloro che avevano assunto valproato identificavano meglio i suoni rispetto a chi aveva preso il placebo.

Che cos’è il valproato?

Il valproato appartiene a una classe di farmaci noti come inibitori delle Istone Deacetilasi. Commercializzato sotto i nomi Depakote, Depacon e Stavzor è utilizzato per il trattamento delle emicranie, delle crisi epilettiche e dei disturbi dell'umore, tra cui il disturbo bipolare. Questo perché il valproato migliora sensibilmente la neuroplasticità.

"È un farmaco stabilizzatore dell'umore - afferma Hensch uno dei coordinatori della ricerca - abbiamo scoperto che ripristina la plasticità del cervello anche dei giovani. Quest’ultimo - continua - potrebbe migliorare la plasticità celebrale e abbinato ad una formazione adeguata potrebbe addirittura consentire al cervello di adulto di diventare di nuovo giovane".

Italia Imbimbo

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