Autocombustione umana: un fenomeno tra scienza e mistero

autocombustione umana

Autocombustione: può il corpo-umano prendere fuoco in maniera spontanea, senza una sorgente esterna di accensione? Esiste una spiegazione scientifica a questo fenomeno? Il finale di stagione del programma The Unexplained Files, che è andato in onda lo scorso 2 ottobre, ha cercato di far luce su questo mistero.

Si ha notizia di più di 200 casi di combustione umana spontanea nel mondo. Nella maggior parte di essi le vittime sono state bruciate quasi completamente - anche se le loro estremità possono rimanere intatte – mentre l'ambiente intorno non è stato minimamente toccato dalla fiamme.

A Galway, in Irlanda, Michael Faherty, un uomo di 76 anni, è stato trovato morto bruciato nella sua casa a dicembre del 2010. Il medico legale ha concluso che la sua morte può essere considerata un caso di combustione umana spontanea.

Gli esempi continuano. Nel 1986, il corpo carbonizzato di un vigile del fuoco in pensione di 58 anni, George Mott, venne trovato nel suo appartamento fuori Crown Point, N.Y. Tutto ciò che era rimasto di lui era una gamba, un teschio rattrappito e pezzi della sua gabbia toracica. Ed ancora, il 65enne Danny Vanzandt venne trovato morto bruciato nella sua casa a Sequoyah County, Oka. I mobili intorno non erano stati neppure sfiorati dalle fiamme.

Si affacciò allora l'ipotesi di essere in presenza di un caso di combustione spontanea, ma recenti indagini mediche hanno concluso che il decesso dell'uomo dovesse essere attribuito ad un infarto, sopraggiunto prima che una sigaretta accesa desse fuoco agli abiti.

Esiste persino un caso di testimonianza diretta di un sopravvissuto alla propria autocombustione. La trasmissione The Unexplained Files ha mandato in onda il racconto di Frank Baker, un veterano del Vietnam, che sostiene di aver preso fuoco spontaneamente mentre sedeva sul suo divano. Il medico ha concluso che in lui le fiamme si siano diffuse dall'interno verso l'esterno, rendendolo così vittima di una combustione spontanea parziale.

La maggior parte degli scienziati, tuttavia, ha ormai abbandonato l'idea che un corpo umano possa prendere fuoco senza motivo: analizzando la casistica disponibile infatti, è stato possibile riscontrare che molti fenomeni di combustione hanno avuto come vittime persone che si trovavano da sole e vicino a fiamme vive, come quelle delle sigarette o della candele. Non solo: si trattava spesso di persone anziane o intossicate, non in grado, quindi, di spegnere le fiamme ed arginare l'incendio.

opportuno ricordare che, perché un qualsiasi corpo possa prendere fuoco, è necessario che esistano tre cose: una temperatura molto alta, una sorgente di combustibile ed un agente ossidante, che spesso può essere semplicemente l' ossigeno presente nell'aria. Il corpo umano è composto per la maggior parte di acqua, e ciò rende più difficile che possa bruciare. La teoria che alcuni portano avanti suggerisce la possibilità che il grasso presente nel corpo agisca come combustibile e che i capelli o gli abiti indossati dalla vittima siano come lo stoppino della candela; in base a questa ipotesi, con lo scioglimento del grasso il corpo brucerebbe dall'interno verso l'esterno, lasciando in tal modo intatte le cose cirostanti.

Insomma, nel tentativo di spiegare questi misteriosi incendi che vengono classificati sotto la categoria di "autocombustione", il biologo inglese Brian Ford ha avanzato un'altra ipotesi: in una condizione definita chetosi il corpo umano produce una piccola quantità di acetone, una sostanza infiammabile, componente del prodotto utilizzato per rimuovere lo smalto dalle unghie. Secondo la teoria di Ford, in condizioni di malattia l'uomo produce una quantità di acetone sufficiente a far sì che una piccola scintilla possa far prendere fuoco all'intera persona facendola poi bruciare. I tentativi di dare spiegazioni scientifiche alla combustione umana, dunque, non mancano. Nonostante questi, però, restano numerosi coloro che ritengono che questo fenomeno sia comunque misterioso e non possa essere chiarito completamente.

Si cerca di capire, di dare risposte, ma ciò che resta misterioso conserva un fascino inspiegabile.

Francesca Di Giorgio

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