Terremoti e incubo tsunami: il ‘Big One’ in arrivo in California?

Big One

­­­­­­Terremoti e tsunami: l’incubo ‘Big One' è in agguato ma la zona circostante la grande faglia, a nord della California, è “stranamente silenziosa”. Un team giappo-canadese dell’Università dell’Oregon ha misurato il rumore di fondo sismico della costa al largo dell’isola di Vancouver a nord della California, rilevando quella pace che fa paura, perché fa temere lo scoppio improvviso.

I ricercatori hanno “ascoltato la faglia” per tre anni, rilevando ogni possibile mini e micro sisma con strumenti estremamente sensibili e nell’ultimo anno hanno anche posizionato tramite delle imbarcazioni sottomarine dei sismografi sul fondo dell’oceano, per assicurarsi che nessuna scossa fosse stata trascurata. Silenzio totale.

“Quello che è molto strano è che tutta la Cascadia (bioarea nella costa Pacifica tra Usa e Canada, N.d.R.) è tranquillaha dichiarato il geofisico Doug Toomey, che ha guidato la ricerca – Ed è particolarmente tranquilla quando si confronta con altre zone di subduzione a livello globale”. Ma tutto questo, secondo i ricercatori, è tutt’altro che una buona notizia.

L’assenza di sismicità in una zona che ha vissuto l’ultimo “strappo” nel 1700 è molto pericolosa. “Se ci fossero bassi livelli di sismicità in mare aperto – ha spiegato infatti Toomey - potremmo pensare che la tensione si sta allentando tramite eventi meno intensi. Ma se tutto è completamente bloccato, significa che il sistema sta continuando ad immagazzinare energia, che ad un certo punto dovrà essere rilasciata.

Il problema sta proprio qui, stando alle parole degli scienziati: più la faglia viene compressa, più una sua eventuale frattura potrà essere devastante. Nessun allarmismo per ora, ma occhi vigili sono necessari. Anche perché potrebbe parlarsi non solo di terremoto (che, secondo le stime, potrebbe aggirarsi intorno alla magnitudo 9), ma anche di tsunami, con conseguenze potenzialmente disastrose.

Il lavoro è stato pubblicato su Bulletin of the Seismological Society of America.

Roberta De Carolis

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