Terremoto e paura tsunami: il Cile teme il 'big one'

Terremoto Cile

Terremoto e allerta tsunami in Cile. La notte tra martedì e mercoledi alle 20.46 ora cilena (1.46 italiana) un sisma di 8.2 gradi della scala Richter ha colpito le coste settentrionali del paese sudamericano, nei pressi dei confini con il vicino Perù. 6 morti e migliaia di sfollati, ma soprattutto una grande paura: il 'big one', il più grande terremoto mai scatenatosi nella zona. Che, a quanto sembra, deve ancora arrivare.

Secondo i sismologi la zona attende infatti un disastro di proporzioni maggiori. Nessuna predizione magica, né alcun intervento dei Maya: appena al largo della costa oggi colpita dal sisma la placca tettonica di Nazca si immerge sotto quella Sudamericana, spingendo le Ande verso altitudini sempre più elevate. Nell'area si registra dunque un'altissima pressione, la più alta del pianeta, e il rischio di un terremoto devastante è vero e concreto. Scientificamente.

Nel 1877 a Iquique, cittadina in quest'area del pianeta, un sisma devastante, di 8.5 della scala Richter, uccise 2 mila e 541 persone soprattutto in Perù e nella parte più settentrionale dell'odierno Cile, con alcuni decessi segnalati anche dalle Hawaii e in Giappone.

Dopo questa "scossa" da allora le faglie si sono avvicinate nuovamente, fino a creare questa situazione di pressione che fa presagire da tempo un nuovo disastro. I sismologi chiamano per questo l'area il 'gap sismico di Iquique', ovvero la zona dove "manca un terremoto". E quello dell'altra notte non è abbastanza per coprire il gap. Pare proprio non sia lui.

"Questo è l'unico gap residuo che non ha avuto un terremoto negli ultimi 140 anni - ha spiegato Mike Simons, sismologo presso il Geological Survey - Sappiamo che queste due placche si avvicinano 6-7 centimetri l'anno, e se si moltiplica per 140 anni si possono calcolare circa 11 metri dalla faglia e quindi avere una stima del terremoto atteso".

Naturalmente, come è noto, un sisma non si può prevedere con precisione, quindi non sappiamo quando avverrà veramente. Come ha detto anche Simon "potrebbe essere domani, potrebbe essere fra 50 anni, non sappiamo quando accadrà". Ma non è questo sisma da "appena 8.2 gradi" ad aver compensato il gap.

Quindi il peggio è ancora al di là da venire, purtroppo.

Roberta De Carolis

Foto: El Universal

LEGGI anche:

- Terremoto nel Tirreno meridionale: colpa del vulcano Marsili?

- Terremoto al Sud: atteso tra un anno un nuovo disastro?

- Prevedere i terremoti è davvero impossibile?

Cerca