Sequenza di Fibonacci: la "strategia" dei numeri in natura

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Cos'hanno in comune i numeri e la natura? Molto di più di quel che pensiamo. Dalle tempeste ai vortici di un cavolo romanesco, dalla perfetta geometria di una chiocciola alla disposizione dei semi di girasole, in natura i numeri sono ovunque. E determinano il modo in cui un oggetto o un evento prenderà forma. La sequenza di Fibonacci ne è un esempio.

In particolare, la spirale di Fibonacci appare non solo nelle conchiglie, ma anche negli eventi e negli oggetti visti da lontano. Un sistema energetico come un uragano, per aver un'idea. O come le galassie a spirale e i gruppi di ammassi stellari.

Fibonacci appare nel più piccolo e nei più grandi oggetti della natura. Grazie ad esso, le informazioni fluiscono in modo molto efficiente. Lo si può constatare nella definizione microscopica dell'ovaio di un pesce, o per mostrare una cellula tumorale in fase di divisione cellulare, denominata mitosi.

La matematica della sezione aurea e la sequenza di Fibonacci sono intimamente interconnesse. Quest'ultima è una sequenza ricorsiva, generata sommando i due numeri precedenti nella serie: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, 987, e così via. Se si dovesse tracciare una linea di partenza in basso a destra di un rettangolo aureo e poi toccare gli angoli esterni di ciascun quadrato multiplo successivo, si sarebbe creata una spirale di Fibonacci. Non è errato, dunque, considerare tale successione come il punto di partenza della vita.

La sequenza di Fibonacci si deve a Leonardo da Pisa, conosciuto come Fibonacci, appunto. Il suo studio è stato introdotto nel mondo occidentale nel 1202. Ma anche i matematici indiani notarono la sequenza già a partire dal VI secolo. Un'intuizione essenziale costituita di numeri che definisce il modo in cui la densità degli anelli di un tronco d'albero si ingrandiscono, o che determina la disposizione delle foglie su un gambo e il modo in cui sono ordinati i petali di una pigna.

Federica Vitale

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