Monte Fuji: un'eruzione nel 2015?

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Dal terribile terremoto di Tohoku del marzo 2011, gli scienziati sono rimasti ad osservare con ansia se dal “grande vulcano”, noto come Monte Fuji, trapelassero i segni di un'imminente attività. Nel settembre dello scorso anno, si ritenne che dal Monte Fuji fuoriuscisse una getto di pressione salito a 1,6 megapascal. Una stima preoccupante poiché superiore a quella dell'ultima eruzione.

Secondo il professore Masaki Kimura, dell'università di Ryukyu, questo ed altri recenti fenomeni indicano la possibilità che il vulcano possa eruttare. L'eruzione avrebbe dovuto aver luogo nel 2011? In questo caso, il margine di errore è di circa quattro anni. Il 2015, quindi?

Il Giappone si estende sul bordo di una "zona di subduzione", ossia quello strato della crosta terrestre spinta al di sotto di un'altra. Tale spinta è un processo continuo e si traduce in una parte della crosta terrestre letteralmente proiettata verso il basso, nel magma caldo del mantello terrestre. Tuttavia, poiché questa crosta è saturata dall'acqua, si mescola con il magma, provocando un materiale più leggero in grado di risalire attraverso lo strato superiore della crosta. Questo magma in risalita diventa, dunque, una camera magmatica. Quando la pressione diventa più forte della roccia che lo contiene, questa si scatena in una eruzione vulcanica.

Il Monte Fuji si formò in questo modo. E la subduzione seguente ai grandi terremoti potrebbe essere in grado di provocare un aumento di pressione nella camera di magma. Il professor Kimura ritiene che, durante il terremoto di Tohoku, si sia registrato un aumento complessivo delle attività sismica intorno alla montagna, in particolare sul suo lato nord-est. "Il magma proveniente dal Monte Fuji è in aumento. Le crepe nella crosta sono cresciute. Alcuni detriti piovono dal cielo. Nessuno ci pensa, ma ritengo ci sia una possibilità".

Il professore menziona anche altri segni evidenti di una possibile eruzione. Ad esempio, il livello crescente di acqua del lago Sai, le numerose esplosioni di vapore e i frequenti terremoti vulcanici. Il crollo parziale del tunnel della superstrada di Sasago, nel mese di dicembre dello scorso anno, provocò la morte di nove persone. Non fu causato da un terremoto, ma probabilmente fu innescato dalla deformazione del tunnel che Kimura crede sia collegata ad attività proprie del Monte Fuji.

Nel 2012, è stata scoperta una faglia di notevoli dimensioni, circa 21 miglia, localizzata proprio sotto il vulcano. Gli esperti ipotizzano che, nella eventualità di un'esplosione, il costo in termini di vite umane sarebbe basso, a causa del lento movimento della lava. Tuttavia i danni agli edifici sarebbero enormi.

Federica Vitale

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