La democrazia secondo le formiche

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Gli ultimi esseri viventi a dominare il pianeta terra potrebbero essere le formiche. Certo, di questo passo anche le zanzare avranno da dire la loro, ma non sono di certo organizzate come le incredibili formiche Temnothorax rugatulus.

Messi in soffitta “La repubblica” di Platone e “La città del Sole” di Tommaso Campanella, i prossimi punti di riferimento in fatto di organizzazione sociale e politica saranno questi piccoli esserini: ogni membro della colonia è chiamato al voto sulle decisioni importanti. Diffuse nel Nord America le Temnothorax rugatulus formano colonie in ambienti umidi e freschi le quali constano di un numero di “operaie” che varia da 50 a 150 unità. Quando si presenta la necessità, per esempio nel caso in cui gli spazi della colonia diventino insufficienti, la stessa colonia subisce un’aggressione da parte di un predatore o si verifica un crollo strutturale, una di queste operaie viene “incaricata” di individuare un nuovo sito dove riformare la colonia.

"Hanno cervelli molto piccoli, ma nonostante questo sono in grado di usarli molto bene" spiega Stephen C. Pratt, co-autore della ricerca e professore di biologia alla Arizona State University, “le formiche esploratrici, durante la loro ricerca di un nuovo nido, valutano aspetti come dimensioni, temperatura e capacità di difesa dall'attacco di predatori”. Ma la sbalorditiva organizzazione sociale di questi insetti (dove nessun individuo è a capo del nido ed ogni singolo membro viene coinvolto nel processo decisionale) non prevede che una sola formica si prenda la “responsabilità” di una decisione così importante, così, spiega Pratt, “se il nuovo sito corrisponde a determinati criteri, l'esploratrice torna alla colonia per invitare una compagna a seguirla”.

Se anche la seconda formica coinvolta esprime parere positivo sul potenziale sito scelto dalla prima esploratrice, tornerà al nido per chiamarne un'altra e così via fino al raggiungimento di un "quorum" che stabilirà o meno se il nuovo sito è adatto alle esigenze della colonia. Durante gli esperimenti di Pratt, le formiche che hanno scelto autonomamente la località ideale per il nido hanno preso la decisione sbagliata nella maggior parte dei casi. Utilizzando invece il sistema a “quorum” le prodigiose Temnothorax hanno individuato il sito più adatto nel 90% dei casi.

Ma la domanda delle domande è: perché si sono evolute in questo senso? La risposta, semplice quanto straordinaria, è che hanno adottato questa prassi per non sovraccaricare di informazioni il cervello di un solo individuo. In presenza di troppi siti potenzialmente adatti al trasferimento del nuovo nido (questi insetti sono diffusi in gran parte del Nord America dove c’è abbondanza di luoghi adatti alla loro proliferazione), una singola formica dovrebbe gestire troppe informazioni rispetto a quelle che è effettivamente capace di elaborare.

"In questo caso si tratta di un grande beneficio per il gruppo" spiega James Marshall, esperto in comportamento sociale degli insetti, "come un super organismo, gli interessi dell'individuo sono gli interessi del gruppo. Il sovraccarico cognitivo è un problema crescente per le decisioni dell'essere umano, dato che un accesso senza precedenti alle informazioni ci pone nuove sfide nelle abilità cognitive individuali. I gruppi di esseri umani riescono anche a risolvere problemi complicati in modo più efficace quando ciascun membro del gruppo ha un accesso limitato alle informazioni".

Che gli animali abbiano già superato l'organizzazione umana?

Andrea Pallini

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